«Non ho mai fatto un’intervista in cui parlavo di Nevermind, ma per onorarne il 30esimo anniversario ne ho discusso sulle colonne dell’LA Times». Queste le parole con le quali Courtney Love ha promosso via social la chiacchierata con il giornalista Charles Cross a proposito del disco pietra miliare del rock e con un focus particolare.
Faccio parte di quel club che afferma che In Bloom avrebbe dovuto essere il primo singolo dell’album al posto di Smells Like Teen Spirit
Courtney Love
Secondo la vedova di Kurt Cobain, la scelta di In Bloom, al posto di Smells Like Teen Spirit, avrebbe reso l’ascesa della band meno “intensa”. Non che le cose sarebbero andate in maniera radicalmente differente – specifica con fare realista – ma quel brano avrebbe contribuito a spostare qualcosa: magari Cobain sarebbe sopravvissuto, qualcun altro avrebbe dovuto accollarsi il peso di quella repentina fama prima di lui. Metti Eddie Vedder, uno con una personalità piuttosto strutturata.
In Bloom non ha trucchetti. Anche se il drum fill è fantastico in Teen Spirit c’ha quel qualcosa à la K Records. Anche la strofa “Who will be the king and queen of the outcasted teens” [presente in una prima versione di Teen Spirit, ndSA] ha un po’ della vibe della K Records. Amo quel verso, specialmente quel “outcasted teens”, trovo che quella sgrammaticatura, come quelle che faccio anch’io, sia seducente.
Courtney Love
Pubblicato il 30 novembre del 1992, In Bloom è uscito come quarto e ultimo singolo estratto da Nevermind dopo il citato Smells Like Teen Spirit (10 settembre 1991), Lithium (luglio 1992) e Come as You Are (2 marzo 1992)
Su SA potete recuperare un recente articolo di Stefano Solventi dedicato a Nevermind (Vicolo cieco: i 30 anni di Nevermind), oltre alla recensione del disco scritta da Stefano Pifferi per il suo ventennale, nonché la riflessione sull’album postumo della band, MTV Unplugged in New York. Su SA trovate anche la recensione di In Utero e la discografia della formazione.