Chip Taylor è morto lunedì sera. La notizia è stata confermata dalle figlie Kely e Kristian: nel 2023 era stato sottoposto a cure per un tumore alla gola, esperienza che aveva raccontato nel suo album Behind the Sky, uscito nel febbraio 2024.
Nato il 21 marzo 1940 come James Wesley Voight, era fratello del geologo Barry Voight e dell’attore Jon Voight, oltre che zio di Angelina Jolie. La sua svolta verso la musica arrivò da bambino, dopo aver assistito a un musical che lo lasciò completamente rapito. Poi, durante l’adolescenza, tentò la carriera da cantante senza grande successo, scegliendo poi di concentrarsi sulla scrittura per altri artisti e costruendo una carriera – lunga oltre sei decenni – costellata da circa due dozzine di album.
Nel 1962 iniziò a pubblicare dischi con la Warner, ottenendo la prima hit con Here I Am. Ma il suo primo grande successo arriva con Wild Thing, portata al primo posto nel 1966 dai Troggs e resa leggendaria dall’esibizione della Jimi Hendrix Experience al Monterey Pop Festival dell’anno successivo (la stessa esibizione durante cui Hendrix diede fuoco alla chitarra). «Non dissi molto nel testo, ma era potente», raccontò Taylor, ricordando come il brano fosse nato quasi di getto, ispirandosi a ricordi personali. Per lui quella versione rappresentò “l’inizio del punk”.
Nel corso degli anni, le sue canzoni sono state interpretate da artisti come Frank Sinatra, Waylon Jennings, Emmylou Harris e molti altri. Tra queste, Try (Just a Little Bit Harder), scritta insieme a Jerry Ragavoy e trasformata da Janis Joplin nel 1969 in uno dei suoi brani simbolo.
Del suo modo di comporre, una volta Taylor disse:
Lascio che il mio spirito vaghi e poi provo a raggiungerlo. Voglio solo scrivere canzoni che mi facciano provare qualcosa