76 anni, una vita spesa sul 4/4 di una delle band più importanti al mondo, eppure Charlie Watts, batterista dei Rolling Stones, è sempre stato uno noto per un approccio piuttosto distaccato verso il mondo del rock e le vicende della band che ha contribuito a plasmare negli ultimi cinquantasei anni. Tanto che, intervistato dal Guardian, il Nostro ha dichiarato laconico: «Mi piace suonare la batteria, mi piace suonare con Mick, Ron e Keith. Non mi occupo del resto. Ma non mi darebbe fastidio se i Rolling Stones a un certo punto arrivassero a dire “ok, basta così”. […] Non so cosa farei se non suonassi più. Keith è famoso per dire sempre che una volta partito, devi continuare ad andare. La grossa preoccupazione per me è stare sufficientemente bene [per poterlo fare]. Per fortuna non lavoriamo ai ritmi a cui lavoravamo una volta. Ci sono lunghi periodi di riposo tra uno spettacolo e l’altro».
In riferimento ai vecchi tempi, quando la band era nota per i suoi eccessi, Watts ha sottolineato: «Non potremmo farlo oggi, a questa età. Fumare e bere non ha più il significato che aveva negli anni cinquanta. Negli anni quaranta e cinquanta ogni star del cinema fumava. Ora non ne vedi una che fumi o beva [in pubblico], non è elegante. Sono contento di dirlo». Il batterista degli Stones ha inoltre espresso un’opinione personale su David Bowie, chissà se ironica o meno: «Era una persona adorabile e ha scritto un paio di buone canzoni. Ma secondo me, non era questo genio musicale».
Sulle nostre pagine potete recuperare alcune recensioni di classici della discografia dei Rolling Stones, come Exile On Main St. o It’s Only Rock ‘n’ Roll.
[Foto in testata: Getty Images]