Il 22 ottobre Brian Eno ha ricevuto il Leone d’Oro alla Carriera presso la Sala delle Colonne di Ca’ Giustinian, sede della Biennale. Musicista, compositore e artista visivo, il Consiglio di Amministrazione della Biennale di Venezia ha deciso di premiarlo su proposta della direttrice del settore musica Lucia Ronchetti.
Il 21 ottobre, presso il Teatro La Fenice, l’artista inglese ha inoltre presentato in prima mondiale il progetto Ships, in collaborazione con la Baltic Sea Philharmonic diretta da Kristjan Järvi. Presenti anche l’attore Peter Serafinowicz, il suo storico collaboratore e chitarrista Leo Abrahams, e il software designer Peter Chilvers. L’opera è ispirata all’album di Brian Eno The Ship.
La Biennale ha una tradizione di sostegno a tutte le arti e ogni musicista vuole suonare in Italia. Il pubblico fa parte dell’evento e ieri sera ho sentito la cultura italiana alle mie spalle a sostenermi, perciò ero sicuro che non avrei fallito. Grazie e grazie di nuovo a Lucia
Brian Eno
Di seguito una manciata di fan video della serata in cui non è mancata nemmeno l’esecuzione di una delle sue canzoni più note, By This River. Il brano è ricordato dalle nostre parti per aver fatto parte della colonna sonora de La Stanza del figlio di Nanni Moretti, film vincitore della Palma d’oro al Festival di Cannes del 2001. Per la scaletta dello show vi rimandiamo a Setlist.
Gli ultimi lavori e l’approfondimento di SA
Artista fondamentale per numerose ragioni, non solo in ambito ambient e musica generativa, Eno ha pubblicato più di venti album e collaborato con innumerevoli artisti tra cui David Bowie e John Cale. Tra i suoi ultimi lavori, le installazioni realizzate nel capoluogo del Trentino per il progetto Brian Eno x Trentino concepito per creare un dialogo tra visione e suono, attraverso un’arte generativa, varia, multiforme, trasformabile, unica e molteplice, chiedendo, da attivista quale è sempre stato, attenzione verso l’ambiente che ci ospita. All’ambiente – al nostro pianeta in pericolo – è inoltre dedicato FOREVERANDEVERNOMORE, l’ultimo album sulla lunga distanza di cui esiste anche una versione voiceless. Lavoro a cui è seguita la collaborazione con Fred Again.. Secret Life.
Nel frattempo il regista Gary Hustwit è al lavoro su un documentario sulla sua vita, vita e opera che il nostro Alessandro Pogliani ha scandagliato in un approfondito monografico su queste pagine. Sempre su SA le recensioni dei classici Before And After Science, Here Come The Warm Jets e My Life In The Bush Of Ghosts con David Byrne.