Beirut, ovvero la band capitanata da Zach Condon, sembra voler recuperare l’antico smalto con Gallipoli, un nuovo album registrato tra l’omonima città pugliese, New York e Berlino e seguito del non troppo entusiasmante No No No. A ribadirlo, con discreta efficacia, c’è la title track condivisa in queste ore che ripresenta il band leader nell’umore e con gli arrangiamenti con i quali lo abbiamo incontrato per la prima volta nel 2005 all’altezza di Gulag Orkestar, sospeso cioè tra bandismi, assoli di tromba messicaneggianti, profumi balcanico/mediterranei e quel songwriting languido-romantico che tanto ricorda il Morrissey di sempre.
A proposito delle session leccesi Zach racconta «di giorni tappato in studio per 12 / 16 ore filate, intervallati da gite sulla costa e una dieta a base di pizza, pasta e peperoncini». In particolare, per quanto riguarda la title track, svela che l’ispirazione scattò spontanea all’indomani di una serata trascorsa nella cittadina medievale della città in cui si svolgeva una processione accompagnata da una band di ottoni («Scrissi il brano una sola sessione, facendo pausa solo per mangiare»).
Il disco verrà pubblicato, al solito da 4AD, il 1 febbraio 2019. A supporto un tour che toccherà anche l’Italia per un’unica data sarà all’Alcatraz di Milano il 18 aprile 2019 (in apertura: Helado Negro). Di seguito lo streaming di Gallipoli.
