Avevamo lasciato i Bauhaus alla fine del 2019, ovvero all’altezza dei concerti della reunion della formazione originaria – Peter Murphy, David J, Daniel Ash e Kevin Haskins – e li ritroviamo oggi con un brano nuovo di zecca. Si tratta del primo inedito da quattordici anni a questa parte. Un brano “aperto” e dalle influenze dub registrato durante il lockdown da un quartetto che ha lavorato da remoto, scambiandosi i file musicali e utilizzando una precisa tecnica.
La traccia è stata composta da remoto utilizzando una tecnica surrealista – Exquisite Corpse – che ha fatto sì che ognuno apportasse il proprio contributo senza renderlo noto agli altri. Una strategia che i Bauhaus hanno utilizzato con efficacia in passato. Il titolo è una citazione al primo cadavre exquis [un gioco collettivo surrealista adattato anche al disegno, ndSA] prodotto da André Breton, Marcel Duchamp, Jacques Prévert e Yves Tanguy, il quale aveva composto le parole le “cadavre exquis boira le vin nouveau” [il cadavere squisito berrà il vino nuovo, ndSA]. Per la registrazione del pezzo ognuno ha avuto un minuto di tempo e otto tracce a disposizione, alle quali si aggiungono 60 secondi condivisi e quattro tracce per la parte finale. Il tutto senza che nessuno sapesse cosa l’altro avesse composto. L’unico link comune è stato un beat preregistrato di Kevin. Il playback è arrivato come una rivelazione sincronicistica
I Bauhaus nacquero nel 1978 e rimasero in attività fino al 1983. Quattro gli album dati alle stampe in questo primo periodo. In seguito la band si sarebbe riunita per un tour nel 1998 e di nuovo nel periodo 2005-2008, arco di tempo durante il quale diede alle stampe il quinto lavoro in studio, Go Away White. L’album non ebbe un tour promozionale a supporto, pertanto l’ultimo concerto tenuto dai Bauhaus prima del 2019 risaliva all’agosto 2006.
Sempre durante il 2019, Peter Murphy ha avuto un infarto, dal quale però si è ripreso alla grande. Sulle nostre pagine trovate una bella intervista al musicista firmata da Tommaso Iannini, ma anche tutto lo storico sull’artista britannico pubblicato da SENTIREASCOLTARE. Sempre Iannini ha firmato la recensione di The Bela Session, l’inedita prima session di registrazione che i Bauhaus tennero il 26 gennaio del 1979 e la recensione classic del loro storico debutto In the Flat Field.