«A malincuore comunico che non sono più parte dei Cure, auguro buona fortuna a tutti loro». Con queste parole – e una chiosa un poco polemica in risposta a un fan preoccupato per la sua salute («sto bene ma sono stufo di tradimenti») – Simon Gallup, bassista della storica formazione inglese, annuncia il suo abbandono dopo oltre 40 anni di onorato servizio.

Al momento non abbiamo una conferma ufficiale da parte del gruppo né di Robert Smith; nel frattempo il tastierista Roger O’Donnell ha cercato, a modo suo, di smorzare i toni via Twitter: «un amico ha visto Lol [Tolhurst, co-fondatore, ex batterista e polistrumentista del gruppo, ndSA] in un negozio per chitarre che stava acquistando un basso» .
A friend just told me they saw Lol in the Guitar Centre buying a bass???????
— Roger O'Donnell (@RogerODonnellX) August 14, 2021
Inserito nell’albo 2019 della Rock and Roll Hall of Fame assieme agli altri membri dei Cure, Gallup si è unito alla band nel 1979 in sostituzione del precedente bassista, nonché co-fondatore, Michael Dempsey. Il debut Three Imaginary Boys era uscito da poco e in precedenza il musicista aveva fatto parte di un project dello stesso frontman (I’m A Cult Hero). Ad esclusione di una parentesi tra il 1982 e il 1984, ha sempre fatto parte del gruppo. Smith, in un’intervista concessa a NME nel 2019, lo ha definito il «cuore pulsante della live band» mentre l’anno precedente all’Irish Times aveva affermato: «se lui dovesse mollare non ci chiameremmo più Cure».
Non sappiamo se il bassista comparirà o meno nel nuovo album dei Cure. Sempre stando alle dichiarazioni del frontman dello scorso anno il disco è stato completato durante il lockdown. Su SA trovate un approfondimento di carriera dedicato a Smith e Co. scritto da Nino Ciglio, ma anche le recensioni di 4.13 Dream, Disintegration, Pornography, 17 Seconds e The Cure.