«Da questo momento, finisce la disperazione e inizia la tattica». È questa la frase che campeggia su quello che potrebbe essere un nuovo murale di Banksy, apparso nella notte tra giovedì 25 e venerdì 26 aprile a Londra su un muro a Marble Arch, nei pressi di Hyde Park. La scritta – una citazione dal libro The revolution of everyday di Raoul Vaneigem, 1967 – è posta di fianco all’immagine di un bambino accovacciato vicino una piantina verde (unica nota di colore del disegno) appena interrata, mentre tiene in mano un piccolo cartello recante il simbolo di Extinction Rebellion, il gruppo di ecologisti che da giorni anima Londra e che proprio davanti a quel muro aveva allestito, durante le dimostrazioni, una sorta di campo base.
Ad essere convinto che l’opera sia di Banksy è – tra gli altri – lo storico collezionista di opere dell’anonimo street artist John Brandler, che ha affermato: «Non può essere che sua per due ragioni: la tecnica e l’argomento. Non è firmato, ma la firma è l’opera stessa». Secondo la BBC, i manifestanti stanno ora lavorando per proteggere il murale, e per iniziare lo hanno coperto con un velo di plastica trasparente.
L’anonimo artista di strada di Bristol non ha ancora confermato la paternità del murale, ma la stessa Extinction Rebellion ha commentato su Twitter la comparsa dell’opera dicendo che «la nostra ribellione non violenta contro l’inazione del governo sulla #SixthMassExtinction non è solo qualcosa che Banksy supporterebbe ma è qualcosa che ognuno dovrebbe supportare. È un’emergenza e la gente sta morendo adesso».
Our open non-violent Rebellion against government inaction on the #SixthMassExtinction is not only something that #Banksy "would support" but is it something that everybody "should support". This is an emergency and people are dying now.https://t.co/dEiWZ2WPcX
— Extinction Rebellion (@ExtinctionR) April 26, 2019
Banksy da tempo condivide la battaglia di Extinction Rebellion. E la condivide anche il cantante dei Massive Attack, Robert “3D” del Naja, che molti sostengono possa essere proprio Banksy. La sua band, tra l’altro, ha suonato a sorpresa per un’ora domenica scorsa proprio a Marble Arch.
Come si sa, l’identità del painter, nonchè attivista politico e sociale, non è mai stata svelata, ma è quasi certo che sia nato a Bristol, in Inghilterra, dove all’alba degli anni Novanta apparvero i suoi primi graffiti. Dopo un’attenta valutazione di una serie di indizi, e dopo un’intervista alla radio rilasciata dal producer d’n’b Goldie, è stato ipotizzato che possa – appunto – trattarsi di Robert del Naja.