In risposta al tragico mass shooting avvenuto al Route 91 Harvest Festival di Las Vegas domenica scorsa, Rosanne Cash ha scritto una lettera aperta al New York Times in cui attacca la National Rifle Association, la lobby americana che agisce in favore dei detentori di armi da fuoco. È da anni, fa notare la cantante e figlia del leggendario Johnny, che la N.R.A. cerca appoggi nel mondo della musica country per portare avanti la propria politica. La verità, sostiene Cash, «è che esiste un governo ombra negli Stati Uniti che condiziona le leggi sulla circolazione delle armi: chi le scrive è il primo a trarre profitto dalla vendita»; puntando il dito contro la lobby, la musicista scrive senza usare giri di parole che le leggi americane sul porto d’armi «sono ridicole per gli standard di qualunque società civile» e che con la sua politica la N.R.A. di fatto «finanzia il terrorismo domestico».
La songwriter invita pertanto i musicisti e i fan a schierarsi a favore di leggi per il controllo del porto d’armi, affermando che i provvedimenti promossi dalla N.R.A. non hanno niente a che vedere con il patriottismo. Potete leggere il suo scritto per intero nella pagina dedicata sul NYT; non è altro che l’ultima puntata di una battaglia che Rosanne Cash conduce ormai da vent’anni.
La sparatoria avvenuta al festival musicale, con 59 vittime e più di 500 feriti, è una delle più gravi mai accadute sul suolo statunitense, il picco di una escalation di stragi che negli ultimi quindici anni ha registrato un allarmante aumento nel Paese. Nel frattempo sono state avviate campagne per la raccolta fondi a sostegno delle vittime.