Dopo mesi di indizi seminati sui social e una esecuzione dal forte impatto al Coachella lo scorso aprile, Arca pubblica Puta / Sola, doppio singolo che sancisce un nuovo capitolo nella sua continua metamorfosi.
Due brani su basi kuduro, diversi per urgenza e finalità ma strettamente connessi: Puta è un’esplosione di sensualità sfacciata e abrasiva, con tratti cyber e avant club, mentre Sola ne è il rovescio intimo e raggiante, una ballata tenera che riflette su amore e vulnerabilità in chiave r’n’b e latin pop.
«Sono canzoni a cui ho lavorato per anni» spiega Arca, che firma scrittura, produzione e mix in totale autonomia. «Ho voluto cuocerle lentamente, da sola, per renderle perfette. Puta celebra la sensualità e il potere della pista da ballo, Sola è più vulnerabile, un canto d’amore. Spero portino gioia, conforto e fiducia a tutti i miei mutanti!»
Ad accompagnare l’uscita, due videoclip che ne riflettono l’estetica: Puta diretto da Stillz, Sola dal fidato Daniel Sannwald (autore anche dello scatto ufficiale). Due visioni distinte, due anime, un unico corpo.
Più che una semplice pubblicazione, Puta / Sola si configura come un gesto critico contro il pensiero dualista, precisa il comunicato stampa: la bellezza della liminalità, l’armonia tra energie maschili e femminili, il superamento dei binarismi attraverso l’intersezionalità — un concetto chiave, introdotto da Kimberlé Crenshaw, che trova nella musica di Arca una nuova e potente traduzione.
Negli ultimi mesi, Arca ha pubblicato Arcamarine, remix del brano Aquamarine di Addison Rae, la collaborazione Chama con Tokischa e una reinterpretazione di Electricity di Hikaru Utada — tutti artisti saliti con lei sul palco del Coachella. Dopo il monumentale ciclo di KICK, la sua produzione non ha conosciuto pause, ed ora siamo all’indizio di un nuovo capitolo.
