Aphex Twin. Svelato l’artwok di Syro a cura dei Designers Republic. Intervista a Ian Anderson

Ian Anderson, fondatore del Designers Republic, racconta come è nato il concept per l'artwork di "Syro" e le continuità nella collaborazione di lungo corso con Aphex Twin.

Dopo la campagna promozionale, la conferma ufficiale da parte di Warp, i listening parties in giro per il mondo, e un paio di interviste a Pitchfork e The Fader, sono state pubblicate sul sito di design Creative View alcune foto dell’artwork di Syro, il nuovo disco di Aphex Twin. A corredo delle immagini – che vi riportiamo qui sotto – alcuni estratti di una interessante intervista a Ian Anderson, fondatore dello studio che ha curato il lavoro, i Designers Republic, una delle aziende più amate da Warp oltre che da Richard D. James.

Anderson racconta che il concept si basa su alcune idee suggerite dallo stesso producer a proposito del packaging dell’album. “La prima era quella di stampare l’album o una singola traccia direttamente nella fabbricazione della cover, in modo che agisse come deboss; la seconda quella di stampare foto delle presse dalle quali i vinili venivano stampati; la terza quella di documentare i costi sostenuti per la fabbricazione dell’album“.

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Questa intensa e, in fin dei conti, inutile lista dei dettagli mi aveva interessato, è stato bello lavorare con James Burton e il team alla Warp per svolgere questo mantra che ti racconta tutto e niente della creazione di un lavoro molto personale ridotto a numeri e valori di mercato“, spiega il designer.

Le bonus track – in deboss – compaiono nella versione limitata (a 200 copie, 250 sterline) del disco, mentre gli scatti delle press sono usati come etichette dei vinili. Il Designers Republic ha, inoltre, creato una lista di tipo, ironicamente, “disinfographic” di tutto l’equipaggiamento usato per fare l’album.

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Syro è il terzo lavoro, dopo Windowlicker e Come to Daddy, svolto dallo studio per James. Rispetto al passato, dove il lavoro si era interfacciato con quello di Chris Cunningham, i creativi si sono concentrati nel creare un cortocircuito tra ciò che l’audience si aspetta da un packaging e ciò che si trova realmente in mano. C’è un senso di “non-design” implicito nel concept, spiega Anderson.

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A dire il vero l’idea di non-design era già stata esplorata in Come To Daddy. Il plot comprendeva un TDR™ software per generare testo e un remix CD con musica proveniente da una pubblicità televisiva della [compagnia telefonica] Orange. “Non potendo usare l’immagine [per motivi di copyright] abbiamo creato una copertina arancione con del testo che descriveva cosa accadeva nella pubblicità. I caratteri tipografici sono stati disegnati per avere un aspetto neutrale, una caratteristica cruciale nell’idea di non-design che sta alla base di Syro“.

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Il punto, per il fondatore del Designers Republic, è quello di sfidare il consumatore mettendo in discussione il suo concetto di valore, afferma Anderson. “La non intenzionale e scarnificata non-tipografia, il ridurre la leggibilità del quadro generale attraverso un super dettaglio che cozza con l’intrinseca obsolescenza del packaging, pone domande al consumatore che il mero contenuto, da solo, non porrebbe“.

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