In occasione della data bolognese al Locomotiv, Afternoon Tunes Radio Città Fujiko ha fatto due chiacchiere con Pall Jenkins, leader dei Black Heart Procession. Dopo aver fatto la domanda di rito su come sia stato tornare a suonare insieme al resto della band dopo un lungo periodo di assenza, abbiamo affrontato con Pall i temi di alcune canzoni di One, in particolare The Waiter e The Old Kind of Summer. L’intervista ripercorre, inoltre, i primi momenti dei Black Heart Procession, quando Pall e Tobias (Nathaniel) condividevano un appartamento a San Diego annegando i loro dispiaceri sentimentali nella musica.
Proverbiale la domanda sul futuro della formazione: sarà annunciato un nuovo album alla fine del tour, un lavoro che però dovrà affrontare difficoltà logistiche, dato che Tobias Nathaniel (altra mente dei BHP) vive attualmente in Serbia, mentre Jenkins è rimasto nella sua città natale, a San Diego. Ne abbiamo anche approfittato per chiedergli qualcosa in merito al muro tanto voluto da Donald Trump, dato che San Diego dista pochi chilometri dal confine con il Messico. Di seguito un estratto dall’intervista e il widget Spreaker con lo streaming dell’audio.
«E’ semplicemente ridicolo che vengano spesi milioni di dollari per allontanare ulteriormente la gente dal nostro paese. Sono soldi che potrebbero essere utilizzati per uno scopo opposto, quello di portare le persone a vivere assieme. La musica può essere uno strumento per opporci a questa decisione e stiamo componendo materiale dove la politica si combina con la parola amore» (Pall Jenkins).