Al sessantaseiesimo Festival di Berlino tributi per David Bowie, Alan Rickman ed Ettore Scola

Al Festival di Berlino 2016 saranno celebrati David Bowie, Alan Rickman e Ettore Scola

La 66esima edizione del Festival di Berlino renderà omaggio a David Bowie, Alan Rickman e al regista italiano Ettore Scola. Per ricordare i tre artisti – le cui scomparse, avvenute nelle ultime settimane, hanno colpito profondamente il mondo dello spettacolo – saranno presentate proiezioni speciali di film in loro onore.

Per commemorare Bowie verrà proiettato, al Friedrichstadt-Palast il 12 febbraio, L’uomo che cadde sulla Terra di Nicolas Roeg, film di fantascienza del 1976 che ha segnato l’esordio di Bowie nella recitazione. L’artista ha trascorso proprio a Berlino gli anni dal 1976 al 1979, anni che diedero vita alla mitica “trilogia berlinese” di Low, Heroes” e Lodger. Inoltre Bowie è apparso più volte sullo schermo della Berlinale: oltre che nel film L’uomo che cadde sulla Terra, anche in Mr Rice’s Secret di Nicholas Kendall (2000) e nei documentari Lou Reed: Rock and Roll Heart di Timothy Greenfield-Sanders (1998), Scott Walker – 30 Century Man di Stephen Kijak (2007) e Let’s Dance: Bowie Down Under di Rubika Shah (2015).

Alan Rickman, invece, verrà ricordato nel ruolo del colonnello Brandon in Ragione e sentimento, film tratto dal romanzo di Jane Austen e diretto da Ang Lee. La proiezione di Ragione e sentimento avrà luogo al Kino International il 16 febbraio 2016. Anche Rickman è stato ospite più volte alla Berlinale, oltre che con il film di Ang Lee anche con Close My Eyes di Stephen Poliakoff nel 1991, e con Snow Cake di Marc Evans nel 2006.

Infine, per commemorare il Maestro Ettore Scola, la Berlinale ha scelto il film premiato proprio con l’Orso d’Argento alla miglior regia al festival berlinese nel 1983: Ballando ballando sarà riproposto al CinemaxX 6 il 18 febbraio 2016. «Ettore Scola era un maestro della commedia italiana, un critico sociale che osservava la vita quotidiana con intelligenza, arguzia e acume politico», ha detto Dieter Kosslick, direttore della Berlinale.

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