Addio a Burt Reynolds, il mitico baffo macho di Hollywood

Se n'è andato un altro pezzo della magica Hollywood anni '70 e '80.

«E tra…Burt Reynolds e Robert Redford ?». «Ma Burt è troppo buro! Forse meglio Redford. Me sembra un po’ più tenero, più dolce». «No, io Burt! Poi secondo me c’ha pure più sesso. Ma l’hai visto in costume da bagno che d’è? È una delle poche prove dell’esistenza de Dio! Fatte servi’!». Ve lo ricordate il dialogo tra Isabella Gallinelli e Eleonora Giorgi in Borotalco, il film di Carlo Verdone del 1982? Rende l’idea di quanto Burt Reynolds fosse amato all’epoca da schiere di cinefili e non solo. Cinefili che adesso ne piangono la morte, annunciata dal suo agente giovedì scorso. L’attore aveva 82 anni ed è deceduto a Jupiter, in Florida, per arresto cardiaco. Lo scorso maggio ne era stata annunciata la presenza nel cast di Once Upon a Hollywood, il prossimo film di Quentin Tarantino, di cui sono in corso le riprese.

Reynolds fu uno degli attori USA più importanti a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta. Si ricordano i suoi ruoli in film come Un tranquillo weekend di paura (1972) di John Boorman, Quella sporca ultima meta (1974) di Robert Aldrich, e soprattutto Boogie Nights – L’altra Hollywood (1997) diretto da Paul Thomas Anderson, pellicola per la quale fu candidato all’Oscar come miglior attore non protagonista.

Reynolds era famoso per i suoi baffoni neri, per i suoi atteggiamenti da macho sicuro di sé e per il sex appeal. Interpretava spesso uomini virili e coraggiosi in film d’azione, nei ’70 un film con lui era un successo garantito. Si pensi che se Sylvester Stallone non avesse insistito a voler interpretare lui il ruolo di protagonista in Rocky, pellicola della quale fu sceneggiatore, lo “stallone italiano” sarebbe potuto essere proprio Reynolds, in quanto i produttori lo avevano contattato per quella parte al fine di affidare il personaggio a un volto già affermato. Adesso non c’è più e piangiamo un altro pezzo di Hollywood che se n’è andato.

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