Film
Giovanni Bognetti
Natale a tutti i costi
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Davide Cantire
- 20 Dicembre 2022
Natale a tutti i costi è una commedia diretta da Giovanni Bognetti disponibile su Netflix dal 19 dicembre 2022. Si tratta del remake italiano di Mes très chers enfants diretto da Alexandra Leclère e uscito nelle sale francesi solo un anno fa.
La trama riprende pedissequamente quella dell’originale transalpino: quando Alessandra e Emilio abbandonano il nido e la provincia e vanno a vivere in città, lasciano inevitabilmente i genitori, Carlo e Anna, finalmente soli. I ragazzi nel giro di pochi mesi, presi dalla loro nuova vita, limitano i rapporti con i genitori a qualche breve chiamata, disertano i funerali dei parenti, non si presentano più ai compleanni, poi l’ultima goccia: non trascorreranno il Natale insieme alla loro famiglia. Carlo e Anna, arrabbiati e disperati, pur di riavere i loro figli decidono di mentire, fingendo di aver ereditato sei milioni di euro da una vecchia zia. Il piano sembra funzionare e, spinti dalla speranza di poter avere la loro fetta di eredità per realizzare i loro sogni, i figli si ripresentano magicamente. Fin dove potrà spingersi una simile messinscena?
Pur essendo una copia sputata dell’originale, ci sono alcune (poche) ragioni per cui questo Natale a tutti i costi merita almeno una visione. Innanzitutto, è più curato dal punto di vista visivo, che di questi tempi, soprattutto in tema di commedie, non è affatto scontato (pensiamo agli ultimi inguardabili cinepanettoni e non); secondo, perché finalmente abbiamo la possibilità di vedere un Christian De Sica a suo agio all’interno della commedia garbata alzare finalmente bandiera bianca verso il cinepanettone, accettando di non avere più il physique du rôle necessario e ammettendo che si tratta di un periodo della nostra storia cinematografica ormai definitivamente archiviato (anche un anno fa con il pessimo Chi ha incastrato Babbo Natale?, De Sica aveva virato verso toni tutt’altro che caciaroni).
Detto questo, Natale a tutti i costi è un filmettino innocuo che forse avrebbe necessitato di maggior cattiveria (e i genitori impersonati da De Sica e Angela Finocchiaro sono personaggi lontanissimi dall’essere definiti dei buoni), così come anche il ritratto delle generazioni a cavallo tra i 25 e i 30 anni è stereotipato e banale. Insomma, basterebbe davvero poco, ma ci si accontenta delle visualizzazioni e, a giudicare dalla prima posizione in classifica, Netflix può dirsi ancora una volta soddisfatta.
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