Film

Ira Parker

A Knight of the Seven Kingdoms – Stagione 1

18 Gennaio 2026 Irlanda comico azione

Titolo di punta tra le nuove uscite del catalogo HBO Max a pochi giorni dal lancio in vari Paesi d’Europa, A Knight of the Seven Kingdoms costituisce anche un importante punto di snodo nella lunga storia di adattamenti per il piccolo schermo tratti dagli scritti di George R. R. Martin, specialmente dopo le divergenze sorte tra lo scrittore e i creativi di House of the Dragon.

La miniserie, ideata da Ira Paker e ispirata alle (brevi) avventure raccolte ne Il cavaliere dei Sette Regni, ha lo scopo di creare un “precedente” virtuoso nell’universo delle traduzioni audiovisive delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, distaccandosi dal tono dei titoli più conosciuti, pur mantenendo una continuità con il materiale originale. Il cavaliere errante, primo dei sei episodi della prima stagione, mette in chiaro le premesse fin dall’inizio grazie a un registro linguistico lontano dal solito cupo corollario di tensione ed epicità, abbracciando uno stile più ironico e iconoclasta.

Il cavaliere (?) Dunk.

Facciamo la conoscenza di Dunk o ser Duncan l’Alto (Peter Claffey) nel momento in cui ci viene presentato nel libro, cioè quando muore il signore che serviva e si ritrova “a divenire cavaliere”. Il classico incipit di una storia di un avventuriero viene qui ribaltato e spogliato da ogni segno di solennità.

Dunk si mette in strada con i suoi tre cavalli verso un paese vicino per partecipare a un torneo e iniziare a fare fortuna, quando Egg (Dexter Sol Ansell), piccolo orfano che lavora in una locanda, si propone come suo scudiero. Richiesta rifiutata prontamente da Dunk, che continua lungo la sua strada solitaria verso il successo, pur dichiarandosi cavaliere senza grandi prove che lo dimostrino.

A Knight of the Seven Kingdoms debutta con un episodio ben scritto, chiaro nel definire registro, ritmo, costruzione dei personaggi e inserimento in una cornice credibile e riconoscibile. Nonostante alcuni rimaneggiamenti negli incontri tra Dunk e gli altri personaggi, in primis il gigionesco Lord Lyonel Baratheon (Daniel Ings), si registra grande fedeltà alla controparte scritta.

Una strana coppia anche per Westeros.

L’operazione tentata con la miniserie parte con piede convinto, anche se permangono dubbi sui tempi e modalità della divisione del racconto, soprattutto per la quantità esigua di materiale da adattare rispetto alla programmazione prevista.

Per ora, A Knight of the Seven Kingdoms sembra non solo un semplice “bentornati a Westeros” da punti di vista finora inediti, ma anche un modo intelligente per esplorare le potenzialità delle traduzioni, intrecciandosi con altri generi come il western e seguendo le tendenze attuali.

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