Jazz is Dead! festival 2025 – Infinito
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Edoardo Bridda
- 17 Febbraio 2025
Nell’infinito delle galassie e delle stelle, è lì che volerà il corvo di Jazz is Dead! Il festival, giunto alla sua ottava edizione, abbraccia il simbolo dell’infinito con un’espansione senza precedenti. Dodici tappe che attraversano Piemonte, Torino e Milano, consolidando la sua identità in tre dimensioni e su tre assi geografici, con l’intento di rendere l’esperienza ancora più accessibile e diffusa.
La direzione artistica, affidata ad Alessandro Gambo – che abbiamo intervistato per l’occasione – e supportata da Arci Torino, Magazzino sul Po e TUM Torino, ha immaginato un viaggio cosmico attraverso la musica, un grande sistema stellare senza star hollywoodiane, ma con astri imprescindibili per la definizione di un intero universo sonoro. Jazz is Dead! 2025 si snoda tra anteprime, il festival vero e proprio e un epilogo che prolunga l’eco degli eventi fino a luglio.
Le anteprime: un’apertura tra sperimentazione e storicità
Si parte il 21 marzo al Cinema Teatro Magda Olivero di Saluzzo (Cuneo) in collaborazione con Green Days Festival. Protagonisti della serata saranno Nino Gvilia, personaggio immaginario nato dalla mente di Giulia Deval, e gli Indianizer, band torinese che fonde psichedelia, tribalismo e pulsazioni da dancefloor.
Il viaggio prosegue il 7 aprile a Milano, all’Auditorium San Fedele, con il live dei leggendari Seefeel, in collaborazione con la rassegna Inner_Spaces. La storica formazione britannica, oggi composta da Mark Clifford e Sarah Peacock, presenterà dal vivo l’ultima uscita discografica Squared Roots, pubblicata da Warp, con il suo intreccio di post-rock, glitch ed elettronica sperimentale.
Non ultimo, la nuova collaborazione con il Torino Jazz Festival dopo il successo della prima con il sold out di John Zorn all’Auditorium Agnelli. Onstage Calibro 35 e Jan Bang Sextet, rispettivamente il 24 e 25 aprile al Teatro Colosseo e all’Hiroshima Mon Amour.
Il cuore pulsante del festival: quattro giorni al Bunker
Jazz is Dead! entra nel vivo dal 30 maggio al 2 giugno, confermando il Bunker di Torino come epicentro del festival. Tra le prime anticipazioni, l’annuncio del live dei The Necks, culto australiano del minimalismo improvvisato, che si esibiranno il 30 maggio con le loro suite ipnotiche. La serata vedrà anche le performance di Ruth Goller, Tarta Relena e Bendik Giske, oltre ai set elettronici di Loraine James e Dopplereffekt.
Il 31 maggio sarà all’insegna del groove e del ballo, con gli ShrapKnel, il ritorno di Meg con l’EP Maria, il live di Matthew Herbert con Momoko Gill e l’atteso show di Egyptian Lover. Chiuderanno la serata Los Hermanos, con la loro techno latina.
Il 1° giugno sarà un viaggio attraverso sonorità globali: Oren Ambarchi presenterà Ghosted, Alabaster DePlume si esibirà con Momoko Gill e Ruth Goller, mentre il quintetto di Ibelisse Guardia Ferragutti & Frank Rosaly mescolerà jazz, cumbia e post-rock. La chiusura sarà affidata all’Orchestre Tout Puissant Marcel Duchamp e al DJ set di Badsista.
Infine, il 2 giugno il festival si concluderà con una giornata dedicata al dub in collaborazione con Jazz Re:Found: sul palco Ghost Dubs, Mad Professor e The Bug con il progetto Machine, prima del set finale di Cortex of Light.
Collaborazioni e nuove sinergie
Il festival continua a rafforzare il proprio tessuto collaborativo. Dopo il successo dello scorso anno con John Zorn all’Auditorium Agnelli, Jazz is Dead! rinnova la partnership con il Torino Jazz Festival: dettagli e lineup saranno annunciati il 10 marzo. Inoltre, il Planetario di Torino ospiterà tre dei quattro eventi conclusivi del festival, a sottolineare il legame con l’astronomia e la sua simbologia.
L’attenzione alla multidisciplinarietà si conferma anche con contenuti extra-ordinari: il 13 aprile si terrà Timpani – Jazz is Dead! festival Edition per Sponda, una speciale sessione d’ascolto e discussione nell’ambito dell’evento di Associazione Murazzi del Po ed Emporium APS, tra market, workshop e performance.
La scena locale e la biglietteria
Jazz is Dead! valorizza anche la scena torinese con una serie di artisti del territorio: l’orchestra Pietra Tonale, i DJ Andrea Passenger e Dualismo Sound, il producer Kreggo, la selector Angie BacktoMono e il duo emergente Manu Sol & Nina B. A questi si aggiunge la collaborazione tra il rapper Teeta e l’MC Galas, oltre alla crew di Pho Bho Records.
L’ingresso al festival sarà accessibile: 15 euro per giornata, 45 euro per l’abbonamento completo. In un’ottica di inclusività, sarà possibile accedere con un biglietto ridotto di 10 euro per chi non può permettersi il prezzo intero, senza necessità di giustificazioni. Info e prenotazioni su jazzisdeadfestival.it.
L’immagine guida e il futuro del festival
L’identità visiva di Jazz is Dead! 2025 è affidata a Gianluca Cannizzo, in arte Mypostersucks, co-fondatore di L’Integrale e direttore artistico di Laboratorio Zanzara, che porta avanti la sua ricerca sul manifesto come mezzo espressivo e comunicativo.
L’ottava edizione di Jazz is Dead! sarà l’ultima nella forma attuale: un festival che, come l’infinito, si rigenera, muta e si apre a nuove prospettive.
Day by Day
venerdì 30 maggio
- 17:15 Talk
- 18:00 Ruth Goller’s Skylla
- 19:30 The Necks
- 21:00 Tarta Relena (in collaborazione con Inner_Spaces)
- 22:30 Bendik Giske
- 23:30 Loraine James
- 01:00 Dopplereffekt
- 02:00 Kreggo
- 03:30 Dualismo
sabato 31 maggio
- 17:00 Orchestra Pietra Tonale
- 18:00 Shrapknel
- 19:00 Funk Shui Project feat. Johnny Marsiglia
- 20:30 Herbert & Momoko
- 22:00 Meg
- 23:30 Egyptian Lover
- 01:00 Los Hermanos
- 03:00 Andrea Passenger
domenica 1 giugno
- 15:15 Talk
- 16:00 Oren Ambarchi – Ghosted
- 17:30 Alabaster DePlume + Momoko Gill + Ruth Goller
- 19:00 Ibelisse Guardia Ferragutti & Frank Rosaly
- 21:00 Orchestre Tout Puissant Marcel Duchamp
- 23:00 Badsista (DJ Set)
lunedì 2 giugno
- 18:00 Ghost Dubs
- 19:30 Mad Professor
- 21:00 The Bug (Machine project)
- 23:00 Cortex of Light
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