L'immagine guida di Jazz Is Dead 2026
L'immagine guida di Jazz Is Dead 2026
Dal 29 Maggio 2026 al 31 Maggio 2026

Jazz Is Dead 2026

Jazz Is Dead 2026 arriva alla sua nona edizione con alcune novità: due nuove location, Cascina Falchera ed El Barrio a Torino, e un’esperienza festival completamente ripensata. Dal 29 al 31 maggio, il progetto curato da Alessandro Gambo trasforma la città in un percorso sonoro continuo, dove elettronica, jazz, psichedelia, hip hop e black music si intrecciano come in un concept album da vivere nella sua interezza.

Tre giornate, tre flussi sonori: il venerdì privilegia l’elettronica e le sperimentazioni più radicali con Alessandro Cortini, Aya, Big|Brave, Bono Burattini, Lucrecia Dalt, Matmos e Marta Salogni & Stefano Pilia. Il sabato esplora hip hop, ethno e psichedelia con A Guy Called Gerald, Alien Dub Orchestra, James Massiah, Lord Spikeheart, Moor Mother, Sorvina, Heliocentrics e Yazz Ahmed & Ralph Wyld. La domenica si concentra su jazz, noise e rock con Dwarf Of East Agouza, Ensemble Nist Nah, Glacial, Horse Lords, Sanam, Società Cosmica e The Kilimanjaro Darkjazz Ensemble.

Non mancano i dj set, curati da artistə come Carmen San Pio, Camilla Colibazzi, Dj Mambo Sun, Francesco Skip, Ma Nu, Odd Shy Guy, Palazzi D’Oriente, Push & Pull, Sagome, Sinoira Modificata Equipe e Sister Effect, che accompagnano il pubblico fino agli after show notturni a El Barrio.

Backwards è il concept di questa edizione: un guardarsi indietro, tornare alle radici di un festival cresciuto negli anni senza perdere la propria identità. Jazz is Dead! non è solo musica, ma un’esperienza che si ascolta, si balla, si condivide e si vive fino in fondo, con la possibilità di campeggiare e partecipare a un’esperienza immersiva tra suoni, spazi e comunità.

Dettaglio

Alessandro Cortini apre il festival con musica elettronica e live audio/video coinvolgenti, un viaggio tra sintetizzatori analogici, minimalismo e ambient cinematografico. Aya porta club music destrutturata e noise digitale. Il suo ultimo album Hexed! esplora dipendenze e traumi repressi, trasformando i corridoi romantici del passato in incubi a occhi aperti. Big|Brave, dal Canada, propone drone, doom e minimalismo radicale. Il trio presenta il nuovo album In Grief or In Hope e l’OST OST, con strumenti autocostruiti e pianoforti preparati.

Bono / Burattini presentano il nuovo album Ora Sono un Lago, tra elettronica minimale, psichedelia oscillatoria e misticismo confessionale. Emidio Clementi intreccia spoken word, rock minimale e letteratura, raccontando storie sotto l’albero a tarda notte nel bosco. Lucrecia Dalt presenta il nuovo disco A Danger to Ourselves, fonde elettronica sperimentale, pop d’avanguardia e sound design onirico. Marta Salogni & Stefano Pilia inaugurano la loro prima collaborazione dal vivo, dialogo tra chitarra astratta e manipolazioni di nastri magnetici, presto in album per Maple Death Records.

Matmos trasformano oggetti insoliti e suoni organici in composizioni elettroniche d’avanguardia, dall’album Metallic Life Review. A Guy Called Gerald celebra oltre trent’anni di acid house e jungle, tra club underground e festival internazionali, con il recente EP Britain’s Dirty Little Secret. Alien Dub Orchestra esegue gli standard del Breadminster Songbook, mescolando dub, jazz e psichedelia. James Massiah unisce spoken word politico, elettronica e post-punk, alla sua prima volta a Torino. Lord Spikeheart fonde noise, punk e metal africano in live set viscerali, tra sperimentazione e energia estrema. Moor Mother, poetessa afrofuturista, intreccia poesia, teoria critica, noise e improvvisazione radicale. Sorvina esplora jazz rap, neo-soul e gospel, tra queerness e guarigione, con energia magnetica e groove travolgente.

Gli Heliocentrics fondono funk, jazz e psichedelia, collaborando con Mulatu Astatke e la Sun Ra Arkestra, tra colonne sonore e produzioni d’avanguardia. Xabier Iriondo esplora drone e psichedelia rituale con chitarre, in performance notturne tra bosco e gramofoni d’epoca. Yazz Ahmed & Ralph Wyld uniscono jazz psichedelico e sonorità arabe, dall’album A Paradise in the Hold. Dwarf Of East Agouza combina krautrock, jazz e dub egiziano, tra improvvisazione radicale e ipnosi sonora. Ensemble Nist Nah fonde Gamelan e improvvisazione contemporanea, come nell’album SPILLA. Glacial (Lee Ranaldo, Tony Buck, David Watson) crea improv-jazz-noise tra ambient, droni e atmosfere cinematiche.

Horse Lords propongono math rock, minimalismo e poliritmie africane, dall’album Demand to be Taken to Heaven Alive. Sanam rielabora tradizioni musicali del Medio Oriente attraverso improvvisazione, drone e avant-rock, dall’album Sametou Sawtan. Società Cosmica fonde kosmische musik, ambient e elettronica analogica in performance immersive e rituali. The Kilimanjaro Darkjazz Ensemble torna a Torino con dark jazz cinematico e improvvisazione collettiva, un’esperienza sonora tra surreale e sublime.

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