Manuel Agnelli
Manuel Agnelli live all' Alcatraz di Milano, foto di Andrea Leone. (2022)
11 Dicembre 2022

Manuel Agnelli live all’Alcatraz di Milano, 2022

Manuel Agnelli e la sua band erano all’Alcatraz di Milano in supporto al debutto solista Ama il prossimo tuo come te stesso. Il gruppo che accompagna il frontman degli Afterhours è stato confermato dopo le date estive che avevano preceduto l’uscita dell’album (recensito su queste pagine da Tommaso Iannini): giovani musicisti di oggi evidentemente sulla stessa lunghezza d’onda del leader, come i protegès di X-Factor Frankie e DD (ovvero i Little Pieces of Marmelade, che si sdoppiano facendo anche da band d’apertura), e i più versatili Giacomo Rossetti – al basso, alla chitarra, e alle percussioni “concrete” (due enormi catene) – e soprattutto Beatrice Antolini, vero jolly della formazione, visto che suona tutti le possibili tastiere e synth, basso, percussioni-seconda batteria, ed è anche la voce femminile di Lo sposo sulla torta (brano che invece sul disco è cantato dalla figlia di Manuel, Emma, con il nome d’arte di Vaselyn Kandinsky).

La scaletta oltre a concentrarsi su Ama il prossimo tuo…, eseguito quasi per intero, alterna i suoi pezzi – da Severodonetsk e Signorina Mani Avanti, che aprono il concerto, passando per Milano con la peste e La profondità degli abissi, fino alla title-track che chiude la prima parte di show, seguita da due bis – a recuperi del repertorio degli Afterhours. Con i classici che proprio non potevano mancare tipo Male di miele, Non è per sempre o Voglio una pelle splendida, che scatenano gli onnipresenti cori, ma anche qualche scelta meno pronosticabile tra i brani che hanno comunque fatto la storia del gruppo, e per questo più apprezzata, come il momento “hardcore” di Dea e Lasciami leccare l’adrenalina.

E a proposito, nonostante l’influenza abbia debilitato un po’ tutti quanti (Agnelli confessa di avere la faringite presentando Milano con la peste), la band tutta non si risparmia – compreso lo stesso Agnelli con la voce. Piace quando aggredisce compatta, e se perde qualcosina in pezzi strutturalmente più intricati (Bungee Jumping), recupera e si riscatta con una Bye Bye Bombay che si fa invece trascinante, anche in virtù della intro noise-psichedelica velatamente Sonic Youth. Finale slow e in crescendo con Ci sono molti modi. Si esce soddisfatti e divertiti come chi stava sul palco.

Foto gallery di Andrea Leone.

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