Blonde Redhead a BOnsai Bologna. Foto di Elisa Magnoni (2025)
1 Luglio 2025

Blonde Redhead live a Bonsai, Bologna 2025

A distanza di un anno dal tour estivo 2024 e a neanche due dall’appuntamento al Teatro Regio di Parma per il Barezzi Festival, i Blonde Redhead sono tornati nel nostro paese per un doppio appuntamento live. Dopo la tappa milanese al Parco della Musica, il trio formato da Kazu Makino e dai gemelli Pace ha calcato il palco del BOnsai di Bologna lo scorso 1 luglio, davanti a un pubblico non numerosissimo ma assorto e raccolto, allineato alle vibrazioni intime e sospese della loro musica.

Una presenza forse ancora più contenuta dovuta alla concomitanza, nella stessa sera, del live dei De La Soul sul palco principale delle Caserme Rosse per Sequoie Music Park. Sta di fatto che l’album a supporto è sempre quel Sit Down For Dinner del 2023, l’ennesimo test per ribadire la solidità della band anche nella dimensione live.

Lo diceva Elena Raugei in sede di recensione, l’ultima prova del trio segna l’ennesimo cambiamento nella continuità. “Lo spazio da abitare si focalizza sulla cucina per ricette dream pop-rock al solito a base di minimalismo arty, estrema eleganza e geometrie irregolari”. Ben sei dei quattordici brani eseguiti a Bologna provengono proprio da questo lavoro: tra questi, la doppietta centrale del disco Sit Down For Dinner Pt.1 e Pt.2, l’anthem trattenuto Melody Experiment e la delicata Not For Me.

Dal passato vengono due brani fondamentali dell’amatissimo Misery Is A Butterfly (2004) – l’imbattibile Falling Man in apertura e la vertiginosa Doll Is Mine – che hanno riportato alla luce l’estetica febbrile e barocca dei primi anni Duemila, mentre Dr. Strangeluv, SW e soprattutto 23 dato voce alla stagione più eterea e shoegaze del gruppo. Una menzione a parte meritano i bis: un dialogo tra la storica Violent Life e la recente Rest of Her Life, e infine Kiss Her Kiss Her, a chiudere il set restituendo tutta la complessità del mondo sonoro del trio.

In oltre trent’anni di attività, i Blonde Redhead hanno attraversato diverse stagioni musicali senza mai perdere un nucleo espressivo coerente: una sensibilità laterale, cinematica, notturna, che a Bologna non ha forse brillato al massimo dello splendore, complice anche la non perfetta definizione delle frequenze medie, in particolare sulle voci.

Foto di Elisa Magnoni, testo di Edoardo Bridda.

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