I Know That Voice

È un momento particolarmente propizio per la figura femminile nell’universo dance. Ok, da sempre i producers ricorrono a vocalist femminili per mandare le proprie hit a un livello superiore, e in passato ci son stati interi filoni dance che hanno eretto tale pratica a metodo di successo (la disco, i sample estatici dei rave nei 90s, i giochi pop-erotici dell’electroclash nei primi 2000), ma solo in tempi recenti la piena autonomia di produzione del gentil sesso si sta diffondendo a tappeto. Sarà il progredire delle tecnologie ora aperte a tutti, sarà una nuova apertura mentale che parte da dentro. Sarà che questo rifiorire deep sta riscuotendo il successo che meritava, sarà che le recenti euforie per lo UK funky han riscoperto un’efficacia della voce femminile che non sentivamo da parecchio tempo.

Fatto sta che son sempre più i producer che rincorrono le nuove dive dance per far svoltare le proprie hit, e si va formando una cerchia sempre più ampia di protagoniste femminili dal tocco inconfondibile, che passano da una hit all’altra lasciando sempre il segno nelle memorie degli ascoltatori. “Quella voce l’ho già sentita“, magari su dischi, generi e artisti completamente differenti, perché certi tocchi di fino riescono bene ovunque. Vedi Ms Dynamite, letteralmente risorta nel 2010 grazie alle collaborazioni con Zinc (Wile Out), Redlight (What You Talking About) e Magnetic Man (Fire) oppure Katy B, l’invenzione di casa Rinse passata dalle ospitate su Geeneus e DJ NG a diventare la stella della popular dance londinese, sempre dopo due splendidi trampolini di lancio insieme ai Magnetic Man (Perfect Stranger e Crossover). E ancora, Jessie Ware (vista negli album di SBTRKT e Joker), Anneka (tirata in barca da pezzi da novanta come Vex’d, Starkey, iTAL tEK e Phaeleh) e Lily McKenzie (già sotto l’ala di FaltyDL, FunkyStepz e Brackles), senza voler nominare la “everybody wants me” Nicki Minaj, che le sue attenzioni le ha già ricevute, o M.I.A., da sempre spinta da un fidanzato di lusso come Diplo.

Roses Gabor non è solo una delle più richieste, ma è soprattutto la voce più flessibile del mosaico che stiamo descrivendo. Un calore carico di soul che si lascia ispirare dalla tradizione r’n’b classica (ce lo dice lei stessa), capace di linee vocali dalla melodia ispiratissima come quelle di Pharaohs, la hit di SBTRKT dell’estate scorsa, ma anche di quei tocchi irresistibili senza i quali un pezzo funky come Stupid, fatto con Redlight, non sopravviverebbe. Tra le collaborazioni di Roses ci sono anche i Buraka Som Sistema (quel concentrato di euforia che è (We Stay) Up All Night) e Shy FX della Digital Soundboy (piccola parte in Raver), ma la più prestigiosa rimane probabilmente quella coi Gorillaz, che l’han voluta come voce live della loro big hit Dare.

Ha ancora tante frecce nel proprio arco, la Gabor, e un cantiere pieno di nuovi progetti in arrivo, sui quali non ci sono ancora anticipazioni. Un riuscitissimo stato dell’arte sulla malleabilità della cantante londinese, però, ce l’ha già offerto il fedelissimo DJ Martelo, col mixtape The Wonderful World of Roses Gabor, che sa cogliere in 45 minuti tutte le affinità elettive alla portata della sensibilità che di lei sappiamo.

Proprio insieme a Martelo, Roses Gabor il 9 Giugno sarà in Italia, ai 5 anni di Trash-Dance, con un’esibizione che potrà farvi toccare con mano il talento e la comunicatività di cui stiamo parlando. Nell’intervista che segue, intanto, potrete scoprirne l’umiltà e la simpatia, oltre che le radici stilistiche e certi accenni a possibili mosse future. La dance diva in piena ascesa, naturalmente in esclusiva su SA.

Ciao Roses, benvenuta su SA magazine. Stiamo seguendo da tempo le tue collaborazioni nelle varie hit recenti: Gorillaz, Shy FX, Redlight, SBTRKT, Buraka Som Sistema… con chi ti è piaciuto di più lavorare?

Forse mi son divertita di più coi Gorillaz e i Buraka perché ormai sono come una seconda famiglia. Ma in generale amo ogni singolo pezzo che ho registrato insieme agli altri, sinceramente non ho dei veri preferiti. Voglio solo cantare i miei pargoli sempre e ovunque!

Raccontaci delle tue preferenze musicali. Artisti, generi preferiti…

Generi preferiti… hmmm ho sempre amato l’hip-hop. Ma anche artisti come Bjork, Emiliana Torrini, la Mary J. Blige di una volta, Madness, Metronomy… i miei gusti sono un tantino eclettici, immagino.

Le collaborazioni tra producers elettronici e voci femminili hanno sempre dato risultati notevoli. È sempre interessante osservare come il calore di una voce femminile come la tua si leghi all’energia dei beats dance. Spiegaci un po’ i segreti di questo connubbio: cosa significa aggiungere le parti cantate a una hit dance? È difficile catturare l’essenza della canzone?

Quando sento un pattern strumentale generalmente non penso “questa è una hit“, ma “mi piace lavorarci sopra“, oppure (di solito il giorno dopo, se va bene) “mi piace la resa d’ascolto finale“, indipendentemente dal fatto che diventi un pezzo per club, o un assolo chitarra/voce o altro.
Vado molto a istinto, non ho un vero segreto. O forse il segreto è proprio questo.

L’efficacia della voce femminile nella musica dance ha una lunga storia alle spalle. Dai 70s disco agli 80s della house/techno e del pop, le hit jungle/d’n’b dei 90s, l’electroclash, la deep, il funky, il mainstream, l’hip-hop… è una formula senza tempo, vero? Quali sono le tue dive dance preferite del passato?

Le mie dive dance preferite? Ti stupirò, non ascolto musica dance con parti vocali di solito. Non ho familiarità con le dive dance, eccetto forse Chaka Khan, che è davvero stupefacente.
Mi piace però in generale la musica che ti induce a ballare: Buraka, gran parte della roba soca, Diddy – Dirty Money, Rick Ross, Metronomy… al momento mi fanno un grande effetto.

Qualche artista femminile che ti ha ispirato?

Mary J. Blige. Anche se non canto per niente come lei, adoro letteralmente la sua emozione. Riecheggia davvero dentro di me.
Mi hanno anche presentato a Chanté Moore, che ha una voce dolce e bellissima. Guardandomi indietro, penso sia stata lei ad insegnarmi che non devi essere una bomba di energia perché il tuo mood abbia successo.

Con chi ti piacerebbe lavorare in futuro?

Mi piacerebbe lavorare con un sacco di producers! Da Kanye a Bjork… c’è così tanta roba eccitante in giro al momento. E a me piace sperimentare. L’altra settimana ho avvicinato Flying Lotus in un club a Londra, chissà, forse faremo qualcosa insieme presto…

Ti senti solo una cantante? O ti vedi come parte attiva in fase di produzione?

Sicuramente mi sento più dentro alla produzione. Non so suonare nulla, a parte forse… il piano a livelli da principianti [ride], ma ho piena fiducia nel mio istinto verso il sound che funziona meglio, e mi piace molto sperimentare. Quindi sì, mi sento molto più affine alla fase di produzione.

Come sono le tue performance nei club? Dj-set o live? Che genere di musica fai?

Al momento faccio show live, soprattutto in uptempo insieme al mio fantastico DJ Martelo. Spero in futuro di poter avere una band e probabilmente starò alle percussioni!

Prossime collaborazioni?

Oooohh, vorrei tanto parlartene ma davvero non posso. Sto lavorando su dei pezzi personali insieme a gente straordinaria e non vedo l’ora di poterle cantare ai miei fan, ma non posso davvero dirti nulla ora…

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