Album
Various Artists - Eternallyt. The Corrugated Complication
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sentireascoltare
- 5 Settembre 2018
Eternallyt. The Corrugated Complication è la icastica compilation della Asbestos Digit che con quest’uscita (pubblicata il 10 luglio 2018) sigla la sua 50° uscita. La web label gestita dall’immarescibile Andrea Prevignano da sempre si basa su contributi di musicisti della zona di Casale Monferrato ma di recente – e sempre più frequentemente – accoglie i lavori di altri, illuminati artisti “stranieri” senza compromessi.
Casale Monferrato, ovvero Asbestos City, “la città dell’amianto”, rimane comunque il fulcro estetico/mefitico del progetto, e dunque non poteva che essere il letale ondulato dell’eternit, tuttora presente in tanti, troppi, tetti cittadini a rappresentare la copertina del disco, un’opera che chiama a raccolta sei artisti appartenenti alla label e quattro foreigners, rispettivamente Lucy Mina (Lorenzo Ferraris), Pierluigi Pugno (Flip In Zio/Strange Little Girl), La Furnasetta (Luther Blissett), Legendary Gay Cowboys (Andrea De Leonardis), Faluomo (Gianni Faluomo) e Le Cose Bianche (Giovanni Mori) da una parte, e uBiK (Marco Bonini/Acre), Mademoiseslle Bistouri (Claudio Frassine), Gianmaria Aprile (Luminance Ratio) e Luca Serrapiglio (Airchamber3) dall’altra.
Si parte con della tesa ambient firmata Ferraris, una cosa per chitarra dronica, laptop, batteria programmata e sampler (Doggy Style, è scritto staccato anche perché con lo Snoop di Doggystyle non c’entra nulla); segue un declamato à la Massimo Volume de Le Cose Bianche, le parole sull’asfalto sono di Giovanni Mori e si stagliano su un fondale elettronico (non troppo power dei suoi). Il terzo affondo è dell’invisibile (ma letale) isolazionismo firmato da Pugno, musicista che fa anche parte del gruppo di Prevignano Graefenberg (recuperatevi Plug uscito su Fratto/9). La lucida pazzia di/dei La Furnasetta, tra i più ossessionati con i luoghi della memoria cittadina, si traduce con del bleak/death industriale/ambientale, metti un’esterna à la Distretto 13 girata a Casale al posto che a Anderson, Los Angeles, mentre la Half Life di Mademoiselle Bistouri, ovvero Claudio Frassine, affonda il coltello in un indistricabile pulviscolo harsh noise non gratuito e che non lascia scampo. Gianmaria Aprile (Luminance Ratio), boss della Fratto/9, ci dà invece uno sguardo cameristico versante post-rock mesmerico. Il pezzo ha un titolo in francese: La Discipline N’Est Pas Une Étude (Vers. III), in pratica cauti passi, briciole d’umanità verso un ineluttabile destino. Legendary Gay Cowboys, ovvero Andrea De Leonardis da Pavia, insiste sul versante dell’isolazionismo, questa volta dai risvolti novecenteschi e thrilling, ma è Faluomo, ovvero Gianni Faluomo, altro membro dei Graefenberg, a puntare più compiutamente al mondo che dal poliziesco sprofonda nell’horror del primo Dario Argento. Chiude uBIK e l’orizzonte si fa all’inizio cosmico, per poi innestarsi in detonanti dinamiche tribali/industriali/ripetitive. Marco Bonini, chitarrista e smanettone elettronico, appartiene alla scena elettronica e free impro romana. E si sente.
Tracklist
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Discografia
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- 1 Lucy Mina - Doggy Style
- 2 Le Cose Bianche - Anche I Cigni Non Cantano Più
- 3 Pierluigi Pugno - Groundwork N. 1 (For A Threnody)
- 4 La Furnasetta - La Furnasetta Is Already Dead
- 5 Luca Serrapiglio - Incantato E Incatenato
- 6 Mademoiselle Bistouri - Half Life
- 7 Gianmaria Aprile - La Discipline N'Est Pas Une Étude (Vers. III)
- 8 Legendary Gay Cowboys - Il Perno Del Mondo
- 9 Faluomo - Superego
- 10 uBiK - Speed & Politics
