Album
Kaleidoscopic Visions
-
Antonio Pancamo Puglia
- 17 Ottobre 2025
Dopo aver esordito da solista nel 2022 con Voices of Bishara, album che utilizzava la tecnica del post edit su improvvisazioni (ispirata dall’album By Myself di Abdul Wadud), Tom Skinner approda con Kaleidoscopic Vision al suo primo vero progetto compositivo, scrivendo tutti i brani (sviluppati a partire da idee scritte sulla chitarra, strumento per lui secondario) e avvalendosi di collaborazioni prestigiose; ad accompagnare il batterista di Sons of Kemet e The Smile troviamo Tom Herbert al basso, Kareem Dayes al violoncello, Robert Stillman, Chelsea Carmichael ai fiati e, in un paio di brani, Adrian Utley dei Portishead.
L’improvvisa notorietà presso il pubblico rock ottenuta in seno al progetto condiviso con Thom Yorke e Jonny Greenwood non ha alterato la visione del musicista londinese, che resta sostanzialmente fedele alla sua formazione afro-jazz imbastendo composizioni di grande suggestione ed atmosfera, per lo più mettendo da parte velleità ed approcci avant, bilanciando percussioni e senso melodico; vedi la traccia omonima che avanza felpata con reminiscenze di Mulatu Astatke, o Margaret Anne (una dedica alla madre, la pianista Anne Shasby), che si direbbe influenzata osmoticamente da certe modalità compositive dal compositore/chitarrista dei Radiohead.
Dopo una prima metà di brani strumentali, la seconda parte del disco ospita le voci di Contour, Yaffra e Meshell Ndegeocello, a cui sono affidati gli psichedelici e cangianti dieci minuti di The Maxim, affrontati con la consueta classe.
Tracklist
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Discografia
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- 1 There's Nothing To Be Scared Of
- 2 Auster
- 3 Margaret Anne
- 4 Kaleidoscopic Visions
- 5 MHA
- 6 Still (Quiet)
- 7 The Maxim
- 8 Extension 12
- 9 Logue
- 10 See How They Run
