Album
Badges
-
Carmine Vitale
- 25 Maggio 2026
Che il nuovo corso dei The Loft fosse solo agli albori lo si intuiva dalla lucidità con cui, appena un anno fa, hanno siglato il loro tardivo ‘esordio’ con Everything Changes Everything Stars the Same, sempre per Tapete Records. Abbiamo già parlato della loro teatrale rottura, all’inizio degli anni ’80, nel bel mezzo di un tour a supporto dei Colourfield, con appena due singoli pubblicati e la sensazione – ad oggi non disattesa – che quel materiale fosse terreno fertile per un percorso brillante. Oggi li ritroviamo in forma smagliante e con la voglia di recuperare il tempo perduto.
Badges è frutto di una rinnovata spinta creativa ritrovata proprio durante il tour del precedente disco, il cui è ombelico è legato a doppio filo al nuovo album. Non svanisce quella sensazione vivida di trovarsi di fronte a musicisti che hanno solcato il mare magnum della scena C86 per tornare sulle nostre rive con una rilettura convincente e estremamente contemporanea, soprattutto lontana da qualsiasi forma di revivalismo.
Pete Astor, Andy Strickland, Dave Morgan e Bill Prince qui impacchettano un album più stringato (appena trenta minuti) ma che tiene sempre alto il livello qualitativo della proposta: le chitarre di Astor e Strickland forse mordono meno rispetto all’esordio ma tutto è in perfetto equilibrio con un lavoro più umbratile e malinconico anche dal punto di vista tematico con storie di delusioni e nostalgie assortite a farla da padrone.
Il punto della questione si riduce sempre al ‘come’ riescano a far coesistere il retrogusto classico del guitar pop più brillante ed un’indole indie rock encomiabile, sintomo di una visione a campo largo che è propria di chi alla maturità anagrafica integra anche un’intellegibile maestria artistica. Altro centro per la band.
Tracklist
Streaming
Spotify
Voti
Amazon
Discografia
Vota
