Album
Days in Pieces
-
Antonello Comunale
- 4 Maggio 2026
C’è un’idea di mare che attraversa Days in Pieces da parte a parte. Mare interno, viscerale, dove la marea coincide con un battito cardiaco e l’orizzonte con il bordo di un letto vuoto. Owen Lawrence e Gemma Blackshaw consegnano il loro secondo disco lungo dopo Who Will You Love del 2024, e lo fanno in stato di urgenza creativa, considerato che nei dodici mesi precedenti hanno pubblicato l’EP Songs for Isserley e il brano Aviir per la compilation di Somewhere Press.
Sei pezzi per una struttura asimmetrica, con due miniature (Elementi) che fanno da sospensione fra le canzoni più dilatate. La title track entra in punta di piedi, tasti incerti, una voce che racconta sussurrando. Pool of Tears gioca su Lewis Carroll e su una logica di acque che salgono fino a sommergere chi le ha versate. I quasi undici minuti di The Correspondents costituiscono l’apice, paesaggio rituale dove il dub si fa pratica contemplativa in prossimità dei Talk Talk testamentari più che agli stereotipi del genere. Rising Tide è la chiusura, una ninna nanna in cui Blackshaw tiene il figlio sopra le onde.
Disco da ascoltare in apnea, dove la voce di Blackshaw si insinua come una presenza che non si sa se accogliere o temere. Lavoro che resiste alla logica della novità a tutti i costi, e che rimane addosso come il sale rimane sulla pelle dopo un bagno.
Tracklist
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Discografia
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- 1 Days in Pieces
- 2 Elementi I
- 3 Pool of Tears
- 4 The Correspondents
- 5 Elementi II
- 6 Rising Tide
