Album

we will be wherever the fires are lit

22 Novembre 2024 folk

Cominciate da qui…
cominciate da qui… il nostro mondo vive quando il loro mondo cessa di esistere
cominciate da qui… con speranze, tra cieli silenziosi, mentre il mondo torna a respirare e la febbre si placa
cominciate da qui… e a quelli che colpiscono
cominciate da qui… mentre noi continuiamo
cominciate da qui… mentre piangiamo, combattiamo anche
Saremo ovunque i fuochi siano accesi!

Presentato come una sorta di sequel del debutto per Drag City Stateless, ormai di 4 anni fa, we will be wherever the fires are lit ne raccoglie il testimone e prosegue con dieci inni improvvisati per chitarra acustica per quella che sembra essere la cifra stilistica preferita del chitarrista Tashi Dorji, origini bhutanesi ma da anni residente negli Stati Uniti.

Siamo nel solco dell’American Primitive Guitar ma in una versione squartata, lacerata ma non per questo meno fiera e combattiva. A detta dell’autore questi sono pensieri musicali “strimpellati contro le torri”, strappati al tessuto della vita. Musica senza parole, intrinsecamente politica, proprio come quella dei Godspeed You! Black Emperor con i quali l’album condivide il contributo di Efrim Manuel Menuck, qui in veste di fotografo e molto probabilmente anche una visione ideologica sulle brutture della nostra contemporaneità.

Sul versante strettamente musicale, invece, il percorso di Tashi Dorji sembra più ricalcare quello di ipotesi strane, come di un John Fahey cubista o di un esteticamente più limitrofo, Bill Orcutt se cresciuto in qualche comune anarco-punk. Una chitarra preparata che viene trasfigurata e resa ipnotica in una circolarità a volte elementare, a volte quasi rizosomatica, tra arpeggi ad libitum (la conclusiva meet me under the ruins, molto melodica a suo modo) e scale e accordi spesso dal sapore quasi casuale (lo sottolinea il chitarrista stesso nella press, ma probabilmente è per via della furia con cui suona queste composizioni totalmente improvvisate) che però celano mondi sonori inattesi e, ribadiamo, fortemente ipnotici.

Come avviene nella title track, che prendiamo a mo’ di esempio della musica di Dorji: un flusso emotivo che si trasforma in un saliscendi umorale che merita tutta l’attenzione possibile, pur nelle sue asperità.

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Discografia
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  • 1 begin from here
  • 2 we will be wherever the fires are lit
  • 3 requiem for jonas
  • 4 center can't hold...
  • 5 flowers for the unsung
  • 6 impossible friendship
  • 7 ...and the state sank into abyss
  • 8 new signals///////
  • 9 rhythm/refrain
  • 10 meet me under the ruins
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