Album

O Monolith

9 Giugno 2023 post-punk

A distanza di due anni dal debut Bright Green Field gli Squid tornano con il loro teso e multi sfaccettato post punk psicanalitico. Anche questa volta frizioni e fusioni a freddo di paesaggi urbani (immaginari e non) e storie di vita creano le basi per un nuovo corpus di brani, O Monolith.

È emblematico il titolo scelto dalla band per un disco – in uscita, sempre via Warp, il 9 giugno 2023 – che a due anni dal sopracitato esordio è chiamato a bissarne la bontà ma anche l’importanza. Siamo decisamente in zona second difficult album dato che Bright Green Field nel suo piccolo è stato un manifesto generazionale. Dalle nostre parti lo abbiamo inserito tra i dischi dell’anno, in UK si è piazzato al quinto posto della classifica album nazionale a testimonianza del buon riscontro anche di pubblico.

Senza la tournée del 2021 con i posti seduti e distanziati non avremmo avuto nessuno di questi brani. La gente era così impaziente di vedere musica dal vivo che abbiamo pensato di poter suonare qualsiasi cosa, anche se incompiuta. In una forma o nell’altra abbiamo suonato circa l’80% di O Monolith, per lo più senza testo
Ollie Judge

Più This Heat che Fall – giusto per collocarlo all’interno dello spettro del revival di un genere che assieme al grime è di fatto generazionale per la Gen Z britannica – il quintetto di Brighton ha quindi lavorato sotto il peso delle aspettative e Sqing (In a Dream), primo singolo estratto, sembra prendersi le cose con la calma necessaria per introdurre un disco uguale eppure diverso dal precedente.

Lo testimonia il tratto leggero e la circolarità disciplinata alla King Crimson (in balistica Talking Heads) dell’attacco e quel focus mobile sul caos controllato che i Nostri non hanno smesso di maneggiare con anche maggiore ostinazione e lucidità. Nei 4 minuti e mezzo di Sqing, ispirandosi a un sogno sul dipinto L’altalena di Jean-Honoré Fragonard, Ollie Judge infila un po’ di tutto (dalle tastiere, alla tromba, alle cow bells al noise) a testimonianza di un ottimo controllo su una materia sulla quale han messo le mani anche Dan Carey alla produzione e John McEntire dei Tortoise al missaggio. Di sicuro le session si sono giovate del clima e delle possibilità offerte dai Real World di Peter Gabriel nel Wiltshire, dove parte del disco è stato inciso. Ne è testimonianza il secondo e ultimo estratto prima dell’uscita del disco, The Blades, al tempo solare, matematico, psicotico.

C’è un tema ricorrente che riguarda il rapporto tra le persone e l’ambiente. Ci sono allusioni al mondo in cui ci siamo immersi, all’emergenza ambientale, al ruolo della domesticità e allo sfasamento che si prova quando si è lontani per molto tempo
Louis Borlase

Tra i collaboratori del disco figurano infine Martha Skye Murphy, dopo la sua apparizione in Narrator (Bright Green Field), Roger Bolton, che si occupa dei campionatori Fairlight (noti per il loro uso pionieristico da parte di Kate Bush) e l’ensemble vocale Shards. Aspettiamoci belle cose.

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