Album

Tsunami Sea

21 Marzo 2025 hardcore metal

Nu metal, metalcore e derivati stanno avendo un ritorno di fiamma. Il nuovo album degli Architects sta andando piuttosto bene nelle chart e prima e meglio hanno fatto i Linkin Park con il loro ritorno (senza dimenticare le più recenti derive dei Bring Me the Horizon). Certo, è un ritorno edulcorato, con il pop a infilarsi tra gli scream, growl e muri di chitarre, e un’estetica cyber a far da collante, ma tant’è il target di riferimento è piuttosto giovane come del resto l’intero comparto mainstream.

Ultimi arrivati sulla piazza macina-stream i canadesi Spiritbox che nel secondo album Tsunami Sea massimizzano le intuizioni dell’esordio Eternal Blue (2021) unendo metalcore, elettronica e pop su un comparto strumentale riff-centrico influenzato per certi versi dal prog-djent dei Meshuggah. I groove, ribassati, massicci e stoppati qui sono però principalmente un pretesto per donare alla formula una epicità sci-fi/cinematografica (e qui possono esserci agganci con il discussissimo Take Me Back to Eden degli Sleep Token) per certi versi hollywoodiana decisamente lontana dalla brutalità vichinga delle origini.

Piaccia o non piaccia questo è l’alt-metal del decennio in corso, con le sue regole gen Z-friendly, con la sua freddezza che pare generata dall’AI (probabilmente se chiedete a suno.com di creare “una canzone alt-metalcore con elementi djent e un ritornello pop/melodico” il risultato è quasi indistinguibile) e con il prevedibile alternarsi di aggressivi scream e aperture ultra-pop favorite dalla duttilità vocale della leader Courtney LaPlante (già icona metal/math/grind/chaos-core con i Iwrestledabearonce).

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Discografia
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  • 1 Fata Morgana
  • 2 Black Rainbow
  • 3 Perfect Soul
  • 4 Keep Sweet
  • 5 Soft Spine
  • 6 Tsunami Sea
  • 7 A Haven With Two Faces
  • 8 No Loss, No Love
  • 9 Crystal Roses
  • 10 Ride The Wave
  • 11 Deep End
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