Album
POST HUMAN: NeX GEn
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Riccardo Zagaglia
- 26 Maggio 2024
Se non si subisce il fascino del metalcore più furbetto, delle estetiche da poser o più in generale dell’hard&heavy più bombastico è probabilmente molto difficile apprezzare i Bring Me the Horizon. Eppure gli inglesi guidati da Oli Sykes album dopo album, concerto dopo concerto, copertina dopo copertina, controversia dopo controversia sono riusciti a diventare una delle rock band di maggior successo al mondo (anche senza vere e proprie hit), basti pensare che le ultime quattro release (Sempiternal del 2013, That’s the Spirit del 2015, Amo del 2019 e Post Human: Survival Horror sel 2020) sono tutte tra i cinque album rock più ascoltati su Spotify dei rispetti anni di appartenenza.
Anche le produzioni migliori dei Bring Me the Horizon non rientrano di certo tra gli ascolti imprescindibili degli ultimi anni, ma non si può ignorare la portata mediatica che sanno generare ad ogni nuovo album, soprattutto dopo un lavoro (Post Human: Survival Horror) che gli ha fatto conquistare (e riconquistare) un po’ di fiducia anche fuori dalla fanbase e tra i numerosi detrattori.
Il settimo album in studio Post Human: NeX GEn (che continua idealmente la saga Post Human) suona come un tentativo di ribadire il buon stato di forma espresso in Survival Horror, cercando un compromesso con le sonorità (rock)FM-friendly (quelle che avevano azzoppato Amo del 2019).
Complessivamente meno inzuppato dei cliché metalcore (anche se non mancano i breakdown digitali che li hanno resi famosi) e più attento ai gusti della gen-z con richiami al revival nu metal, alla nuova ondata emo-punk-pop e pure all’hyperpop (LosT), Post Human: NeX GEn è un disco super-prodotto e pieno di richiami (anche melodici) a qualcosa di già sentito. Linkin Park a corrente alternata (specialmente quando si cerca il ritornello catchy, vedi DArkSide), un po’ di Static-X (Kool-Aid), un po’ di My Chemical Romance/The Used, un po’ di quel pessimo metalcore melodico di una ventina di anni fa (Bullet for My Valentin, Atreyu…) con vari riallacci alle recenti contaminazioni pop portate avanti da band a loro volta influenzate dai BMTH (Bad Omens, I Prevail e compagnia TikTok-metal) e più in generale da pulsazioni electropop. In tracklist featuring di AURORA, Underoath, Lil Uzi Vert e Daryl Palumbo (Glassjaw)
A vent’anni dagli esordi e seppur in continua mutazione, i Bring Me the Horizon continuano a puntare ad un target anagrafico sempre più lontano da loro stessi (sono tutti dei quasi quarantenni) e questo gap ad un certo punto inizierà ad essere invadente.
Tracklist
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Voti
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Discografia
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- 1 [ost] dreamseeker
- 2 YOUtopia
- 3 Kool-Aid
- 4 Top 10 staTues tHat CriEd bloOd
- 5 liMOusIne ft AURORA
- 6 DArkSide
- 7 a bulleT w/my namE On ft Underoath
- 8 [ost] (spi)ritual
- 9 n/A
- 10 LosT
- 11 sTraNgeRs
- 12 R.i.p (duskCOre RemIx)
- 13 AmEN! (feat. Lil Uzi Vert & Daryl Palumbo of Glassjaw)
- 14 [ost] puss-e
- 15 DiE4u
- 16 DIg It
