Album

Selenodesy

31 Marzo 2023 avant drone ambient elettronica

Nel 2017 Skelton si trasferisce nella regione inglese del Northumberland, vicino all’osservatorio Kielder. Una regione nota con l’appellativo di “dark sky”, per il fatto che è di gran lunga la meno popolata e da qui, la meno illuminata, permettendo così di accedere ad una visione amplificata del cielo stellato notturno. Questo, unito ad un’insistente forma di insonnia, ha fatto nascere le composizioni del nuovo album Selenodesy, che neanche a dirlo, prende il titolo dalle fasi lunari.

Come i suoi diretti predecessori, The Guidonian Hand e These charms may be sung over a wound, Selenodesy è una raccolta di brani di matrice prettamente elettronica. La svolta verso una dark ambient austera, rigorosa e sinistra qui prosegue con ancora più convinzione, integrando semmai gli archi e le note sostenute del suo primo periodo. Probabilmente gli episodi migliori sono proprio quelli caratterizzati da una fusione di entrambi gli elementi: faint ray systems, che ha addirittura echi del Vangelis di Blade Runner o impact theory che è fondamentalmente un brano di A Broken Consort riletto da Tim Hecker.

Il resto del disco alterna visioni nerissime di una dark ambient apocalittica: lesser gravity ricorda gli Inade, ma riletti dal Ben Frost di Steel Wound; brani come l’iniziale albedo o isostasy coniugano invece Lustmord e Fennesz.

Tracklist
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Discografia
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  • 1 albedo
  • 2 the plot of lunar phases
  • 3 faint ray systems
  • 4 isostasy
  • 5 hypervelocity
  • 6 impact theory
  • 7 lesser gravity
  • 8 fallback
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