Album

Points of Inaccessibility

6 Febbraio 2026 ambient classica

Points of Inaccessibility di Rafael Anton Irisarri prende l’idea geografica dei poli di inaccessibilità per farne un ritratto del presente. La premessa è che la dove viene promessa connessione, si ottiene distanza.

Nato nella primavera 2025, durante il celebre programma di residenza artistica chiamato Uncloud, con sede a Utrecht, per espresso invito di Jaco Schilp, l’artista multimediale che li ha creato un vero e proprio collettivo e che lavora con software per la produzione di immagini point cloud, Points of Inaccessibility è un disco che lavora a partire dall’immaginario di quella location, flirtando con le immagini di Schip. Al tempo stesso suona con una profondità e una definizioni sorprendenti, frutto del lavoro fatto al Black Knoll Studio di New York, con Abul Mogard a lavorare di montaggio e ritmo interno, e con master finale di Stephan Mathieu.

I quattro movimenti funzionano come coordinate su una mappa che non porta a casa. Faded Ghosts of Clouds è una foschia di droni e armoniche che si aprono e collassano, Breaking the Unison stringe la pressione con un moto che tenta l’allineamento e lo perde, Signals from a Distant Afterglow mette al centro i vocal loop di Karen Vogt, presenza che arriva come una trasmissione compressa e intima, mentre Memory Strands lascia i motivi incontrarsi e svanire, come notifiche che promettono contatto e consegnano solo vuoto.

Rispetto ai primi lavori su Type, Irisarri ha perfezionato di molto la sua mano, soprattutto nella scelta di synth texture e archi neoclassici che allargano il campo senza coprire la filigrana del suono, creando un ambience umana e romantica, proprio perché imperfetta.

Tracklist
Streaming
Spotify
Voti
Amazon
Discografia
Vota
  • 1 Faded Ghosts of Clouds
  • 2 Breaking the Unison
  • 3 Signals from a Distant Afterglow
  • 4 Memory Strands
SentireAscoltare

I più ascoltati