Album
Impossibly distant, impossibly close
-
Mauro Bonomo
- 25 Aprile 2024
La collaborazione tra Abul Mogard e Rafael Anton Irisarri, che trova in questo primo lavoro a quattro mani forma, è scaturita casualmente durante una performance della SoundSet Series al centro culturale Condeduque di Madrid nel 2023.
I due, protagonisti di un “encore” che aveva riscosso grande trasporto negli astanti, hanno poi stretto un legame artistico che li ha portati a collaborare anche in studio, dando vita a quella che è diventata la prima delle due lunghe suite presenti nel lavoro, Waking Up Dizzy on a Bastion. Qui i synth di Mogard (al secolo Guido Zen) edificano a ondate crescenti una cattedrale imponente, per poi accogliere la melodia in un fraseggio tra la voce elettronica del sintetizzatore e quella drone della chitarra ad arco di Irisarri e infine deflagrare in un bordone sostenuto da basse frequenze destabilizzanti e strati di chitarre a pacchi sublimando l’etereo con il viscerale. Place of Forever vive delle stesse atmosfere ma in un respiro più arioso, increspato dai loop delle corde del compositore statunitense al limine tra post rock e ambient, sostenuti dai modulari di Zen e culminando in un crescendo che si affievolisce poi per sottrazione.
Mogard e Irisarri si ritrovano a intrecciare due mondi sonori molto vicini, per certi versi complementari, in cui le dimensioni si confondono, alterando le distanze e la percezione tra quel che è in primo piano e quel che resta sullo sfondo.
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- 1 Waking Up Dizzy on a Bastion
- 2 Place of Forever
