Album

Holy Waters

1 Settembre 2023 soul triphop nu

Continua sull’elegante scia dell’ottimo esordio In Praise of Shadows, il percorso a firma Puma Blue – moniker dietro cui si cela l’eclettico Jacob Allen – qui alle prese con una nuova ipnotica prova sulla lunga distanza. In Holy Waters, si ha la netta sensazione che Allen sia riuscito finalmente a mettere a punto tutta la densità rarefatta sia dei primi Ep che del debut album, intessendo un disco il cui profilo si spalma su una zona di comfort in cui il Nostro mostra di muoversi con disinvoltura e consapevolezza da veterano.

Se i riferimenti stilistici continuano a muoversi dalle parti dell’estatico Jeff Buckley, passando per il trip-hop di casa Massive Attack, Tricky Portishead, e trame crepuscolari – con innesti nu-jazz – che fondono il miglior Krule e i Morphine in rotta di collisione con i Radiohead altezza Ok Computer, la novità è data dalla profondità degli arrangiamenti, sempre cangianti, imprevedibili e con atmosfere che, pur strisciando sottopelle, alternano il più cupo noir a trame lounge/pop e con un incedere incalzante di matrice post-rock. Puma Blue è un bignami di citazioni che tagliano di netto i 90’s per travalicare in un “suono” cullante e che ti resta appiccicato addosso. L’alchimia, anche a questo giro, è data dalla somma indecifrabile delle singole parti.

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