Album

Io individuo

Nessun compromesso dopo Sanremo 2026, e difficilmente poteva essere altrimenti. Io individuo, decimo lavoro in studio di Nayt, arriva a un anno e mezzo da Lettera Q e ne conferma poetica e ambizioni. Pubblicato per Columbia Records, il disco si muove in continuità con la Prima che portata all’Ariston: un punto di (ri)partenza che riapre la questione identitaria, spogliata dalle sovrastrutture sociali.

Si tratta di un lavoro che procede per interrogativi più che per affermazioni. L’artista costruisce un discorso denso, in cui la componente conscious si intreccia a una riflessione sulle contraddizioni individuali, quindi collettive. Nessuna postura moralista, anzi uno sguardo analitico, che osserva senza offrire soluzioni.

In apertura ad esempio Scrivendo mette subito a fuoco il bersaglio, tra stoccate all’industria discografica ma anche ai fan stessi. Gustosissima poi Ci nasci, ci muori, con una citazione di In Italia di Fabri Fibra, mentre L’Astronauta — su sample di Briciole di Noemi — rielabora il topos dello sguardo distaccato alieno con discreta efficacia. Presenti anche alcune sparute aperture melodiche e cantautorali (Addio xx, Essere noi) che risaltano la (bella) voce del nostro.

Tuttavia a fronte di diverse ottime intuizioni si avverte anche una certa mancanza di solidità e dinamismo sul piano produttivo, buono ma comunque nettamente inferiore rispetto alle liriche in segno di un disequilibrio ancora da affinare.

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Discografia
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  • 1 Scrivendo
  • 2 Esistere (più di me)
  • 3 L’astronauta
  • 4 Ci nasci, ci muori
  • 5 Un uomo
  • 6 Origini - Interludio
  • 7 Punto d’incontro
  • 8 Forte
  • 9 Stupido pensiero (feat Elisa)
  • 10 Prima che
  • 11 Addio xx
  • 12 Essere noi
  • 13 Contraddizioni - Interludio
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