Album

The Great Bailout

8 Marzo 2024 spokenword_reading black rap experimental

Moor Mother e Jlin annunciano i rispettivi lavori lo stesso giorno. Sarà senz’altro un caso ma casuale non è l’accostamento tra due delle più talentose e dotate artiste afroamericane uscite in questi anni, diverse per approccio e attitudine eppure esemplari per ricerca e visione.

Quella di Camae Ayewa, compositrice, musicista, poetessa, artista e curatrice (e scusate se è poco) risponde a un percorso poliedrico e multisfaccettato. Oltre che come solista l’artista è attiva in tre formazioni – Irreversible Entanglements, il post-punk duo Moor Jewelry, e il progetto club/noise 700 Bliss – ma quando fa le cose in proprio, afrofuturismo e diaspora africana formano la tela di un quadro fatto di passati remoti dalle molteplici linee prospettiche. L’occhio di riguardo è sempre per gli emarginati, gli indigeni di tutto il mondo, rivolto a chi è stato sradicato dalla propria terra e chi quella terra ha abbandonato in cerca di un futuro migliore. Una musica che quindi riannoda i legami con il passato per accompagnare l’ascoltatore in una dimensione altra in cui respirare e reimmaginare il proprio tempo e futuro. Il titolo, poi, è un esplicito riferimento al concetto di bailout – letteralmente viene tradotto in italiano con “salvataggio”, ma nasconde in realtà più di un insidia – che si rifà allo stress e alle conseguenze del colonialismo con cui le società occidentali (in particolare quella Britannica, qui al centro dell’indagine di Ayewa) hanno strozzato e strozzano i paesi più poveri, causando migrazioni e promettendo sviluppo ma relegandole a un perenne stato di dipendenza.

Lo stress post-traumatico dello sradicamento dovrebbe essere al centro dell’attenzione e, mentre abbiamo l’opportunità di conoscere le cose che accadono nel mondo, abbiamo anche l’opportunità di conoscere noi stessi. Abbiamo subito tanti atti diversi di violenza sistematica.
Moor Mother

The Great Bailout è il nono album di Moor Mother, il terzo per ANTI- e anche questa volta le collaborazioni non mancano e vanno da Mary Lattimore a Lonnie Holley, da Vijay Ayer a Angel Bat Dawid, da Sistazz of the Nitty Gritty a Aaron Dilloway e Raia Was. Sono i fluidi contributi di un maculato canovaccio che include jazz, hip hop e poesia e spoken word. Questa volta a tenere assieme il progetto è la transizione dal colonialismo britannico e alla liberazione da esso.

Guilty ne è il biglietto da visita, una composizione sospesa e fantasmatica, tenera e inquietante allo stesso tempo, con Lattimore, Holley e Was a contribuire con inserti di arpa, voce e suoni catturati dall’ambiente

Tracklist
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Discografia
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  • 1 GUILTY FT LONNIE HOLLEY & RAIA WAS
  • 2 ALL THE MONEY FT ALYA AL SULTANI
  • 3 GOD SAVE THE QUEEN FT JUSTMADNICE
  • 4 COMPENSATED EMANCIPATION FT KYLE KIDD
  • 5 DEATH BY LONGITUDE
  • 6 MY SOULS BEEN ANCHORED
  • 7 LIVERPOOL WINS FT KYLE KIDD
  • 8 SOUTH SEA FT SISTAZ OF THE NITTY GRITTY
  • 9 SPEM IN ALIUM
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