Album

Moor Mother & Mental Jewelry - True Opera

20 Aprile 2020 punk industrial elettronica

La poetessa, musicista e attivista americana Moor Mother – al secolo Camae Ayewa – e il producer di musica industrial/elettronica Mental Jewelry sono tornati a lavorare insieme dopo l’EP del 2017 Crime Waves. Stavolta il risultato della liaison è un full-length intitolato True Opera e che si può ascoltare tramite il nostro widget via Spotify, ma anche sulle principali piattaforme streaming.

Gran parte dell’album – spiega la nota d’accompagnamento – è stata registrata dal vivo in studio, a partire dall’influenza esercitata su entrambi gli artisti, in età giovanile, dalla musica punk, ovviamente oggi riletta a loro modo. «Siamo cresciuti andando ai concerti punk e suonando nelle punk band – ha detto Mental Jewelry – ci mancava l’energia degli strumenti suonati dal vivo insieme. Su un computer è tutto già impostato, mentre qui adesso abbiamo le imperfezioni e i casini, è tutto in presa diretta».

In effetti, già con la opening e title-track è lampante il cambio di paradigma. La sezione ritmica è martellante e lo spoken word tipico di Moor Mother è una mitragliata al cuore. Il piglio è noise/lo-fi e riporta a campioni della East Coast come UnsanePixies, Fugazi, ma anche – e anzi soprattutto – agli Shellac di Steve Albini. No Hope è quasi sgrammaticata nel suo lento incedere e anche il cantato è claudicante, fintamente incerto, prima che il pezzo si libri nell’aria in un volo spasmodico e incazzato. Look Alive fa filtrare dagli amplificatori l’energia e la rabbia di un’ipotetica, chilometrica protesta di piazza per i diritti civili a Philadelphia. I pezzi durano quasi tutti tra i due e i tre minuti, fulminei fendenti a squarciare la gola; quella gola da cui l’Ayewa lascia fluire furiosi improperi come del dittico Eugenics/Working, a nostro avviso il passaggio migliore del lotto, col suo fortissimo sapore nichilista/iconoclasta. Tra distorsioni, stonature e disallineamenti, il discorso fila liscio fino alla fine passando per altri episodi degni di nota come Le Grand Macabre e Shadow. Saranno pure volute, le imperfezioni, ma tutto suona terribilmente onesto.

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