Album
Born Horses
-
Edoardo Bridda
- 4 Giugno 2024
A colpire subito l’occhio in Born Horses, l’album dei Mercury Rev in uscita a settembre 2024, è la copertina, in particolare font e colori utilizzati per illustrare titolo e nome del lavoro. Il riferimento al disco più amato della formazione, Deserter’s Song, è lampante. Ed è anche la prima volta da allora a venir utilizzato.
Patterns, la traccia che per prima lo anticipa, ha senz’altro qualcosa in comune con le canzoni del “Disertore”, non tanto negli arrangiamenti ma a partire dalla forza “visiva” del suono. Un sono per immagini. La musica di questi Mercury Rev richiama naturalmente il cinema e lo fa oniricamente. Da queste parti però niente post-war dream, niente fiabe timburtoniane, al loro posto un sognante spoken word che il frontman Jonathan Donahue riferisce ad un pennuto alter-ego (“Quando ho iniziato a cantare per questo disco c’era questo uccello a farlo. Il suo timbro, più pacato, ha sorpreso me come gli altri. Non so da dove è venuto ma è qui ora e lo lascio fare”).
L’immedesimazione con l’uccello del resto è ovunque in Born Horses – vedi i titoli delle canzoni: Bird Of No Address e There Has Always Been A Bird In Me – così come la produzione risulta da subito contemporanea, in alta risoluzione verrebbe da dire. L’attacco al piano di Patterns, la pennellata di droni, lo studio sui riverberi e gli effetti, ne rappresentano l’esplicativo precipitato, qualcosa che amplifica le parole del cantante, oppure le segue quasi in silenzio in un saliscendi avvolgente e dal grande pathos.
Dopo il femminista Bobbie Gentry’s The Delta Sweete Revisited, rivisitazione a più voci dell’album omonimo di Bobbie Gentry che la band aveva dichiarato essere progenitore di Deserter’s Song eccone un sequel ideale per gli anni ’20. Lavoro che vede inoltre una piccola rivoluzione all’interno delle line up con l’ingresso di due nuovi membri – Jesse Chandler (piano) e Marion Genser (tastiere) – ambizioso a partire dal calibro per la seconda volta scomodato e da riferimenti che la formazione ha esplicitato: il minimalista, nonché membro del Dream Syndicate, Tony Conrad e il poeta Robert Creeley, entrambi ex insegnanti dell’Università di Buffalo, la loro città natale.
Tracklist
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Discografia
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- 1 Mood Swings
- 2 Ancient Love
- 3 Your Hammer, My Heart
- 4 Patterns
- 5 A Bird Of No Address
- 6 Born Horses
- 7 Everything I Thought I Had Lost
- 8 There’s Always Been A Bird In Me
