Album
Centrifics
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Marco M. Boscolo
- 17 Settembre 2022
Secondo disco, dopo l’esordio Candlepower dello scorso anno, sempre su Fire Records per la cantautrice losangelina innamorata delle atmosfere Seventies della canzone americana. Anche in questa seconda raccolta di canzoni i riferimenti stabili sono gli stessi: Laura Nyro, Carole King e Joni Mitchell. Dietro il banco dello studio, invece, troviamo Chris Cohen (Deerhoof) che rispetto al primo disco ha dato una sfumatura più calda hai suoni.
Rispetto ai brani di Candlepower Marina Allen aggiunge qualche soluzione melodica più ardita. Non le sono nuovi gli scostamenti dalla scala ben temperata, ma in brani come l’opener Celadon pare che abbia ascoltato lungamente Joanna Newsom. C’è quindi un certo azzardo, rispetto alla tradizione folk-songwriting a cui si rifà, ma senza arrivare a parlare di vere e proprie sperimentazioni (anche se qualcuno lo scriverà a proposito della ballad Getting Better). Ci sono momenti più classici e notturni (New Song Rising), qualche tocco elettrico (Superreality) e qualche riferimento al vaudeville in più (Foul Water Jack Drawing). La sostanza è quella e forse stiamo ancora assistendo alla formazione di una poetica definita. Ci sarà tempo.
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