Album
Special
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Edoardo Bridda
- 22 Luglio 2022
Body positivity o meglio body normative o comunque vogliamo chiamare il movimento che promuove la normalizzare tutti i tipi di fisicità, senza alcuna esclusione, ha trovato nel successo di Lizzo un’ambasciatrice globale e appunto positiva. Positivo è il pop, spiritoso e spumeggiante, che le è il valso il Grammy con il terzo album Cuz I Love You, e positivo è Juice, il singolo lì contenuto che ha fatto sfaceli nelle classifiche mondiali (Italia compresa). Lizzo personaggio è una donna che ha giocato la carta del #nofilter mostrandosi senza trucco e parrucco, una instancabile promulgatrice dell’empowerment in ogni social network possibile. Lizzo cantante è un brand ancor prima che una musicista, un prodotto iper mainstream, una centrifuga dei trend sonici del momento che gioca sullo stesso terreno di Nicki Minaj e Cardi B preferendo r’n’b, disco e vintagismo a rap e hip hop che comunque non manca nella sua proposta.
Special, quarto album sulla lunga distanza, punta sul sicuro e sulla breve durata dei brani, per una scaletta di 12 pezzi per 35 minuti che s’ascoltano tutti d’un fiato: Max Martin produce 2 Be Loved (Am I Ready), puro distillato disco pop di Abba, Shania Twain e Taylor Swift; Terrace Martin cala lo strobo e il 70s feeling sul lead single About Damn Time, una provetta funk di Chic e Quincy Jones decisamente ben confezionata e bilanciata. E Mark Ronson torna sulla sue amate produzioni per Amy Whinehouse con del felpato (vintage) r’n’b colorato Motown in Break Up Twice.
Il trittico di brani è esemplare per definire Lizzo qualcosa di più di una semplice interprete di (riattualizzati) classici della cultura afroamericana degli anni ’70. Qui è lì l’idea che sta dietro al disco può ricordare Random Access Memories, (va da sé) Uptown Funk di Ronson e (per la parte soul hip hop) tutta la prosopopea di un Pharrell. Ma all’interno del perimetro del consolidato/variegato impianto sonoro, lo stuolo di produttori e i numerosi studi di registrazione impiegati, a mancare è forse lo scarto rispetto al noto o al già detto. Rimangono gli abiti di uno splendido guardaroba. Che non è poco, e possono pure bastare, ma non fanno di Special un disco davvero degno di questo nome.
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