Album

All Quiet on the Eastern Esplanade

5 Aprile 2024 rock indie

Del quarto album dei Libertines si parla almeno da dicembre dello scorso anno. Il successore di Anthems For Doomed Youth è in cantiere dal 2019 con alcune session a svolgersi anche in Giamaica. Carl Barât aveva dichiarato che i nuovi pezzi possedevano un’«energia differente». Pete Doherty, sottolineato che quello giamaicano è stato un «periodo fecondo» in cui si è dedicato con successo alla scrittura. Per sottolineare la diversità d’approccio e di contributi, si era parlato del loro Sandinista! (e il riferimento va naturalmente all’omonimo disco dei Clash) dunque di pezzi folk, altri freestyle e altri ancora nel tipico stile Doherty/Barat ma non solo, contribuiti sono arrivati anche da Gary Powell e John Hassall, che hanno composto «really, really strong songs» nelle parole di Pete.

A giudicare dal primo estratto dal disco – l’autobiografica Run Run Run – pubblicata a sorpresa il 12 ottobre – siamo in tipica zona Libertines, scanzonata goliardia in salsa vauvedille con un tiro anche ballabile. Il pezzo parla di uno spauracchio che ha accompagnato la band in questi anni: una spirale di fuga nel tentativo d’inseguire il proprio passato. Diversa, anche qualitativamente, Night Of The Hunter, con tanto di cortometraggio abbinato, una ballata matura, epica e decadente con i testi della coppia creativa e la melodia del solo Carl Barât e tanto d’archi e theremin (e citazione de Il lago dei cigni di Čajkovskij).

Pete Doherty ne ha raccontato il testo nei termini di “un racconto shakespeariano di sangue e vendetta”. Un uomo vendica un suo amico ucciso a pugnalate per essersi immischiato con le persone sbagliate. Pugnala il suo assassino, consuma intensamente la vendetta e rinuncia a scappare dai sicari che lo stanno venendo a cercare, sapendo che sarebbe inutile. Il titolo, spiega il frontman, è tratto da un film del 1955, debutto alla regia di Charles Laughton, Night Of The Hunter – in italiano La morte corre sul fiume. Il protagonista è un predicatore che ha tatuate sulle nocche le parole “Love” e “Hate”, particolare ripreso nel testo della canzone.

Contestualmente al primo estratto sono stati annunciati i dettagli sul disco. S’intitola All Quiet On The Eastern Esplanade (una dedica allo studio – anche ristorante e bar – The Albion Rooms, Margate dove è stato inciso tra febbraio e marzo 2023). Esce l’8 marzo 2024  ed è stato prodotto da Dimitri Tikovoï (The Horrors, Charli XCX, Becky Hill) con Dan Grech-Marguerat (Lana Del Rey, Liam Gallagher, Paul McCartney) ad aggiungere un ulteriore tocco alla produzione e ad occuparsi del missaggio.

Ad anticiparlo, anche Shiver, un umbratile mid tempo nato da due separate canzoni scritte da Barât e Doherty. Per Peter avrebbe dovuto intitolarsi The Last Dream Of Every Dying Soldier, come la prima strofa del pezzo da lui scritta. E Oh Shit, un pub rock veloce e scanzonato che i Clash di cui sopra a un certo punto li cita apertamente, levare compreso (contiene anche una citazione ai Sex Pistols in forma di r’n’r col rossetto).

Tracklist
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Discografia
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  • 1 Run, Run, Run
  • 2 Mustang
  • 3 Have A Friend
  • 4 Merry Old England
  • 5 Man With The Melody
  • 6 Oh Shit
  • 7 Night Of The Hunter
  • 8 Baron’s Claw
  • 9 Shiver
  • 10 Be Young
  • 11 Songs They Never Play On The Radio
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