Album

The Days Pass Quickly Immersed in the Shadow of Eternity

14 Maggio 2026 elettroacustica folk

Dopo un lavoro incentrato sulla voce, il nuovo flusso sonico di Lea Bertucci ha come oggetto il flauto e la sua rappresentazione. Anche in questo caso si parla di registrazioni e della loro diffusione live, non impiegando un registratore reel-to-reel ma trasmesse in tempo reale attraverso un sistema a otto diffusori, creando così un campo spazializzato di droni risonanti, frammenti melodici e texture psicoacustiche.

Con l’ascolto in cuffia – o con lo stereo di casa – va da sé che si perda in parte la peculiarità site-specific della performance così come è concepita, ma il mix di timbriche e dissonanze, tradizione folk antica e astrazione sonora mantiene comunque intatto un fascino straniante e ipnotico. L’opera è stata scritta per il maestro flautista e studioso di musica antica Norbert Rodenkirchen, figura di spicco della scena early music grazie alla sua attività con ensemble leggendari come Sequentia e Dialogos.

Dalla sua vasta collezione di flauti, l’artista di stanza a New York ne utilizza cinque – traverso medievale, flauto in osso di cigno, flauto in osso di pecora, flauto tenore rinascimentale e flauto basso rinascimentale – intervenendo sulla loro diffusione acustica. Ne viene fuori ciò che la stampa descrive come un’interazione iso-polifonica, termine che rimanda alla tradizione vocale balcanica basata sulla sovrapposizione di più linee melodiche sopra un suono continuo e sostenuto (l’iso, appunto). Bertucci: “come se Phill Niblock e Hildegard of Bingen prendessero il tè a casa di Maryanne Amacher”. Qualcosa così. Una splendida, straniante, immersione spaziotemporale.

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