Album
143
-
Edoardo Bridda
- 19 Settembre 2024
Tutto sembra remare contro 143, il tanto atteso “grande ritorno” di Katheryn Elizabeth Hudson, in arte Katy Perry. Con il debutto One of the Boys e il successivo Teenage Dream, la popstar si è affermata come una delle artiste pop più vendute di sempre, grazie al successo di singoli come I Kissed a Girl, Hot n Cold, California Gurls, Firework, E.T., e Last Friday Night.
Successivamente, Perry è riuscita a mantenere una discreta rilevanza, in particolare nel mainstream statunitense, grazie soprattutto a residency milionarie, esibizioni dal vivo (come il Super Bowl 2015), premi e riconoscimenti vari. Tuttavia, album come Witness (2017) e, soprattutto, Smile (2021), che è uscito dalle classifiche in meno di un mese, ne hanno segnato un declino di carriera, pur non intaccandone popolarità nell’immaginario collettivo, dove rimane un’eterna “barbie a bordo vasca”.
143 è nato per rilanciare una carriera caratterizzata da cliché dance-festaioli che al meglio hanno indossato gli abiti di perfetti congegni pop. In ogni caso, Perry ha sempre compensato anche i difetti con potenti performance vocali, ispirate, tra le altre, da Alanis Morissette, una delle sue prime eroine.
Un punto di contatto tra il debutto e questo nuovo lavoro è la collaborazione con Max Martin e Dr. Luke, il cui nome è stato compromesso da accuse di abusi sessuali e verbali da parte di Ke$ha. Nonostante la causa da lei intentata sia stata persa, nel 2016 la popstar ha ricevuto il supporto di molte donne dell’industria musicale (Miley Cyrus, Lady Gaga, Lorde, Taylor Swift), una scelta che Perry non poteva non scontare tornando a collaborarci, specialmente se il lead single si presenta come un maldestro – e ormai datato – tentativo di fare femminismo negli anni ’20.
In Woman’s World, un brano dance pop che aggiorna i codici del debutto con le produzioni dei primi anni ’10, il messaggio è che “le donne possono davvero fare tutto”. Sebbene Perry e il suo team probabilmente avessero previsto l’ondata di critiche, è proprio la canzone a risultare problematica sotto molti punti di vista: il messaggio, lo stile, la produzione. Il videoclip gioca con i codici di genere, mostrando diverse versioni della femminilità, culminando in una donna-macchina alimentata a benzina, un riferimento alle artiste della generazione successiva, come Arca o Charli XCX. Musicalmente, tuttavia, siamo lontani dalle proposte più innovative Charli (Brat) o dal successo di Chappell Roan.
Con il brano che entra ed esce dalle classifiche americane in una settimana, spetta a Lifetimes tentare di risollevare la situazione. Prodotto anch’esso da Dr. Luke, il pezzo punta su un sicuro house revival con pianola anni ’90, perfetto per il dancefloor generalista, e remix del caso. Il videoclip, girato alle Baleari, la vede guidare una barca al largo della costa di Ibiza, sfrecciare in moto a Formentera e ballare in bikini sulla spiaggia. Succede però che le autorità locali aprono un’indagine per riprese non autorizzate in una zona ecologicamente sensibile, e lo scandalo che ne segue influisce sulla performance del brano, che non entra nemmeno tra i primi 100 della classifica americana.
Tra premi alla carriera (Vanguard Award, Most Iconic Performance per Roar) assegnategli agli MTV VMAS che sanno di archiviazione del personaggio più che di rinascita e un terzo singolo, I’m His, He’s Mine, eseguito dal vivo durante la cerimonia con una pur convincente performance “volante” la partita sembrerebbe già giocata. Il pezzo punta in totale sicurezza su un sample revivalista – Gypsy Woman di Crystal Waters – ma tra l’artista e la featurer (Doechii) i ruoli sembrano invertiti a favore di quest’ultima. Del resto, meglio così se a parlare è una trentanovenne che in un’intervista si lascia scappare che per gratificare il compagno Orlando Bloom, padre della figlia Daisy, dei lavori domestici lo premia con del sesso orale. È anche con dichiarazioni come questa che 143 non farà presa sulla Gen Z.
Tracklist
Streaming
Spotify
Voti
Amazon
Discografia
Vota
- 1 Woman's World
- 2 Gimme Gimme (feat. 21 Savage)
- 3 Gorgeous (feat. Kim Petras)
- 4 I'm His, He's Mine (feat. Doechii)
- 5 Crush
- 6 Lifetimes
- 7 All The Love
- 8 Nirvana
- 9 Artificial (feat. JID)
- 10 Truth
- 11 Wonder
