Album
All Hits: Memories
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Elena Raugei
- 14 Marzo 2024
Annunciato per il 29 marzo 2024 da Drag City, All Hits: Memories è il primo album da solista del musicista australiano Jim White, uno dei batteristi maggiormente apprezzati a livello alternativo e non solo, attivo dall’inizio degli anni 80, co-fondatore dei Dirty Three assieme a Warren Ellis e Mick Turner nonché collaboratore, tra gli altri, di Nick Cave, PJ Harvey, Cat Power e Marianne Faithfull, oltre che di compagni di scuderia come Bill Callahan e Bonnie “Prince” Billy. La batteria di White, dall’elegante tocco sperimentale, trova così un proprio linguaggio comunicativo e al contempo metabolizza quanto espresso nel lungo corso del tempo, vieppiù al servizio creativo per gli illustri colleghi.
Dal titolo in parte splendidamente auto-ironico, l’album è stato anticipato da due estratti, con relativi video di Anna White, entrambi ovviamente incentrati sul ritmo e sulle sue deviazioni: Names Make The Name, quasi un patchwork di tintinnii percussivi e innesti avant, e Marketplace, con evidenti ed essenziali linee di synth. La produzione del lavoro è stata condivisa con Guy Picciotto (Fugazi), che ha anche co-firmato sei pezzi dei tredici strumentali complessivamente in scaletta, spesso molto concisi. Tra gli ospiti suonanti, ci sono poi il liutista Giorgos Xylouris – già sodale nel progetto parallelo Xylouris White – e il tastierista Ben Boye.
Jim supervisiona tutto, osserva il luogo perduto in cui ci troviamo, il vuoto – la canzone senza batteria. Ci fidiamo. Ci fidiamo di Jim. I suoi grandi occhi verdi cercano lo strumento giusto (bacchetta, spazzola, ecc.), occhi che ti scrutano come se fossi una canzone a cui vuole unirsi, vuole vedere se può aggiungere qualcosa o capire. Le percussioni, queste percussioni, suonavano prima degli umani. La genesi era un pezzo solista di batteria. Dopo gli umani, questa batteria, questo album. Qualcuno, l’ultimo uomo, è su un’astronave ai margini dello spazio. Suona un singolo accordo su un sintetizzatore per liberare il tempo dai suoi vincoli e poi lasciarlo andare. Questo album libera il tempo, lo lascia giocare, lo lascia pascolare, lo lascia rammentare. Questo è un disco di pensieri, ricordi, interventi chirurgici. Un’operazione chirurgica abile di cui potresti non renderti nemmeno conto che sta accadendo mentre sta accadendo, ma che ti rimette in piedi quando è finita. Ricordi rinfrescati. L’hai ascoltato davvero?
Bill Callahan
Tracklist
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Discografia
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- 1 Curtains
- 2 Percussion Build
- 3 Marketplace
- 4 Soft Material
- 5 St. Francis Place Set Up
- 6 Uncoverup
- 7 Walking the Block
- 8 Jully
- 9 Long Assemblage
- 10 Names Make the Name
- 11 No/Know Now
- 12 Stationary Figure
- 13 Here Comes
