Album

Inner Day

24 Ottobre 2025 rock alt avant experimental

All Hits: Memories, lo scorso anno, era stato il primo passo da solista per Jim White, a coronare una carriera alla batteria nei Dirty Three in primis ma anche ricca di ulteriori progetti (Xylouris White) e collaborazioni (Bill Callahan, Cat Power, Marisa Anderson, Daniel Blumberg, Phosphorescent e via dicendo).

Adesso Inner Day guarda, sin dal titolo, sempre più dentro: lo fa facendo dialogare ancora percussioni e tastiere, in ottica maggiormente intimista, elegante ma scapigliata, mai ingessata, con la produzione condivisa di nuovo con il collaboratore di vecchia data Guy Picciotto, con la sperimentazione che lambisce l’ambient (Deathday, What’s Really Happening) e rimastica comunque sia irregolare retroterra alt/avant-rock (le più tese e ritmiche Longwood, Cloudy).

Lo fa anche inserendo per la prima volta la voce stessa del musicista australiano, con uno spoken-crooning ombroso e meditabondo, nella title track e in I Don’t Do / Grand Central, quest’ultima in agitato dialogo-duetto con Zoh Amba, già compagna di band nei sorprendenti Beings.

Nel mio primo album, All Hits: Memories, volevo un suono di tastiera che tenesse compagnia alla batteria, perché insieme celebravano il motivo per cui alcune cose “colpiscono” la psiche, il motivo per cui alcuni ricordi rimangono impressi. In seguito, ho scoperto che le note volevano muoversi di più e così nel mio secondo album, Inner Day, è proprio quello che fanno
Jim White

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Discografia
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  • 1 Deathday
  • 2 What's Really Happening
  • 3 The Titles
  • 4 Longwood
  • 5 Cloudy
  • 6 Stepping
  • 7 Two Ruffys
  • 8 Inner Day
  • 9 The Blinded Bird
  • 10 I Don't Do / Grand Central (ft. Zoh Amba)
  • 11 Thanksgiving (Three Dead Walls)
  • 12 11.12.24
  • 13 Anniversary
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