Album

Iris Silver Mist

2 Maggio 2025 pop
4AD

L’album del lockdown l’aveva già pubblicato lo scorso 2022, con quel Classic Objectsche si incastrava a modo suo tra Paul Simon e Susanne Vega. A tre anni di distanza, Jenny Hval ritorna con un nuovo disco che trova la propria ispirazione dal periodo pandemico, quando la cantautrice norvegese si è interessata ai profumi e alla loro capacità evocativa. Il risultato è Iris Silver Mist, titolo che riprende il nome di un profumo del celebre Maurice Roucel e che guarda, parole sue, alla sua infanzia e agli animali domestici che ha amato.

Un mix di nostalgia e madeleine proustiane che trovano fin nella seconda traccia, To be a rose, il proprio apice concettuale: una canzone sull’odore delle sigarette fumate dalla madre che apre uno squarcio di memoria che non resiste alla tentazione di citare anche Gertrude Stein (“a rose is a rose is a rose”). Peccato veniale di banalizzazione, dirà qualcuno, ma anche il segnale che rispetto a prove intense e personali come  The Practice Of LoveBlood Bitch, o anche il genuino sforzo pop di Classic Objects, qui manca il graffio che faccia emergere Hval rispetto al resto del branco.

Tracklist
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Discografia
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  • 1 Lay down
  • 2 To be a rose
  • 3 I want to start at the beginning
  • 4 All night long
  • 5 Heiner Muller
  • 6 You died
  • 7 Sprint mist
  • 8 I don't know what free is
  • 9 The artist is absent
  • 10
  • 11 Huffing my arm
  • 12 The gift
  • 13 A ballad
  • 14 I want the end to sound like this
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