Album
Iris Silver Mist
-
Marco M. Boscolo
- 8 Maggio 2025
L’album del lockdown l’aveva già pubblicato lo scorso 2022, con quel Classic Objects, che si incastrava a modo suo tra Paul Simon e Susanne Vega. A tre anni di distanza, Jenny Hval ritorna con un nuovo disco che trova la propria ispirazione dal periodo pandemico, quando la cantautrice norvegese si è interessata ai profumi e alla loro capacità evocativa. Il risultato è Iris Silver Mist, titolo che riprende il nome di un profumo del celebre Maurice Roucel e che guarda, parole sue, alla sua infanzia e agli animali domestici che ha amato.
Un mix di nostalgia e madeleine proustiane che trovano fin nella seconda traccia, To be a rose, il proprio apice concettuale: una canzone sull’odore delle sigarette fumate dalla madre che apre uno squarcio di memoria che non resiste alla tentazione di citare anche Gertrude Stein (“a rose is a rose is a rose”). Peccato veniale di banalizzazione, dirà qualcuno, ma anche il segnale che rispetto a prove intense e personali come The Practice Of Love e Blood Bitch, o anche il genuino sforzo pop di Classic Objects, qui manca il graffio che faccia emergere Hval rispetto al resto del branco.
Tracklist
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Discografia
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- 1 Lay down
- 2 To be a rose
- 3 I want to start at the beginning
- 4 All night long
- 5 Heiner Muller
- 6 You died
- 7 Sprint mist
- 8 I don't know what free is
- 9 The artist is absent
- 10
- 11 Huffing my arm
- 12 The gift
- 13 A ballad
- 14 I want the end to sound like this
