Album
X-ÆON
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Orazio Sturniolo
- 17 Ottobre 2025
Al settimo album, i Giöbia sembrano ormai una costellazione stabile nel cielo heavy psych europeo. Da Beyond the Stars ai viaggi acidi di Acid Disorder, la band milanese – i fratelli Bazu e Paolo Basurto, Melissa Crema e Pietro D’Ambrosio – ha attraversato vent’anni di fuzz e visioni cosmiche, fino a questo X-ÆON (Heavy Psych Sounds, 2025), che vorrebbe essere summa e rilancio. Il titolo richiama un tempo eterno, sospeso tra mito e tecnologia, e il disco tenta davvero di spalancare le porte della percezione.
Voodoo Experience apre il sipario con energia sabbathiana e groove tribale, mentre Fractal Haze viaggia su coordinate kraut degne di Amon Düül II e Neu!. The Death of the Crows — unico brano cantato — porta una malinconia analogica che ricorda i Goblin di Suspiria più che il rock lisergico. Poi arriva 1976, fantascienza motorik che unisce Pink Floyd e Tangerine Dream in una nebbia densa di delay.
Il cuore del disco, la prog suite La Mort de la Terre, dura venti minuti in quattro movimenti: una sinfonia monumentale dove i Giöbia diventano architetti del suono, ma a costo di perdere un po’ di anima. Dove Acid Disorder era un trip carnale, X-ÆON è un esperimento cerebrale, lucidissimo, forse troppo.
Tracklist
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Discografia
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- 1 Voodoo Experience
- 2 Fractal Haze
- 3 The Death of the Crows
- 4 1976
- 5 Vers les Terres-Rouges (La Mort de la Terre)
- 6 Les Ferromagnétaux (La Mort de la Terre)
- 7 L'Eau Fugitive (La Mort de la Terre)
- 8 Dans la Nuit Éternelle (La Mort de la Terre)
