Album
Radical Optimism
-
Edoardo Bridda
- 15 Marzo 2024
L’atteso – e sbandierato – album che introdurrà trip hop, britpop e psichedelica ai fan di Dua Lipa esce il 3 maggio. Il titolo è quanto di più poptimista ci possa essere, Radical Optimism, concetto che la diva dance ha fatto proprio su suggerimento di un amico traducendolo in «attraversare il caos con classe, resistere a qualsiasi tempesta col sorriso».
La promozione del successore di Future Nostalgia – la recensione su queste colonne è di Fernando Rennis – è iniziata mesi addietro. E si sa campo della pubblicità e del marketing la narrazione è tutto. E quella che il management di Dua Lipa ha messo in campo per il suo lavoro di prossima uscita possiede il fascino delle grandi pubblicazioni discografiche.
La prima mossa è stata quella di adombrare una conversione psichedelica, facendo immaginare a fan e media una svolta “indie” nello stile di Taylor Swift, con la differenza che il team della popstar di origini albanesi kosovare sembrava volesse puntare a Kevin Parker e alla sua proposta 70s disco piuttosto che al folk boschivo di album come Folklore e Evermore.
Conoscendo il caso Swift con Aaron Dessner dei National, era chiaro che nemmeno Dua Lipa si sarebbe messa a cantare sugli arrangiamenti dei Tame Impala e, infatti, Houdini e Illusion, primo e terzo singolo dal lavoro, avevano più in comune con il lato funk di Random Access Memories dei Daft Punk che con The Slow Rush.
Di fatto una mossa coerente rispetto alle hit retro dance di Future Nostalgia, l’album che l’ha incoronata disco diva sulla falsariga di Kylie Minogue (omaggiata nel videoclip di Illusion, appunto) in un momento storico in cui il mercato sembra ancora affamato di queste sonorità, vedi appunto Tension dell’iconica popstar australiana e il successo globale di Padam Padam, ma anche il revival 90s imposto da Beyoncé con Renaissance, un lavoro paradigmatico tanto che pure l’ultimo singolo di Ariana Grande ne sembra un calco diretto (e non una risposta).
Alla produzione di Houdini più che il tocco di Kevin Parker si sente quello di Danny L Harle che da Pc Music in avanti si è imposto come produttore alternativo e poi istituzionalizzato, al servizio cioè di quelle che poi sono diventate popstar a tutti gli effetti come Charli XCX, in minor misura, Carly Rae Jepsen e, non ultima, la più sofisticata eppure spendibile Caroline Polachek.
Leggere su Official Charts e sulla coverstory di Rolling Stone, che il successore di Future Nostalgia sarà un tributo alla rave culture UK, ai Massive Attack, ai Primal Scream e al Britpop in particolare pensando a Liam Gallagher e Damon Albarn, è pura operazione marketing. Anche perché 8 delle 11 canzoni del disco in arrivo quest’anno sono state firmate dallo stesso team dietro al lead single, che oltre a comprendere Harle e Parker, include i parolieri Caroline Ailin e Tobias Jesso Jr.
Gli stessi che troviamo Training Season, secondo singolo estratto che in verità avrebbe dovuto essere l’apripista del disco ma per via di alcune strofe giudicate inopportune per il momento storico (lo scoppio del conflitto israeliano palestinese) è stato posticipato da ottobre a gennaio. Anche qui mirrorball calata e dance pop in pista. L’hook a presa rapida perfetto per TikTok. Una chitarrina che liofilizza un giro di chitarra su un testo che parla di appuntamenti andati a male.
È mainstream ma fatto con classe ed è quel che ci aspettiamo dal team che Dua Lipa si è scelto, non certo il personale di cui si circonderebbe Katy Perry. Un gruppo di persone consapevoli dei meccanismi del mainstream contemporaneo, di un brand che muove grandi numeri, e di un mercato vastissimo che ama more of the same e non certo i “major sonic re-set” paventati da una stampa generalista che manda ancora a memoria le trasformazioni di Madonna.
Tracklist
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Discografia
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- 1 End of an Era
- 2 Houdini
- 3 Training Season
- 4 These Walls
- 5 Whatcha Doing
- 6 French Exit
- 7 Illusion
- 8 Falling Forever
- 9 Anything for Love
- 10 Maria
- 11 Happy for You
