Album

Æ

10 Settembre 2021 dark kraut experimental electronica

La musicista e film-maker Domingæ, fondatrice e leader della psych-band sperimentale Föllakzoid, debutta da solista con l’LP Æ (il titolo è probabilmente un’abbreviazione di Æternity), in uscita il 10 settembre 2021 per Sacred Bones e nato durante una residenza artistica in Giappone. Composizione e registrazione sono poi proseguite in Messico, dove Domingæ si è trasferita durante la pandemia.

Il primo doppio estratto Æ Part I, formato dai brani Æva e Dæmon, è accompagnato dalla prima parte di un cortometraggio in tre atti, diretto da Caco Marshall & Dominga Huidobro. Ogni mese, sino alla pubblicazione dell’EP, verrà svelato un singolo con il relativo filmato. A livello sonoro, quanto ascoltato è contraddistinto da un’elettronica cupa, fantasmatica e fortemente spirituale, al contempo ancestrale e futuristica.

Il minimalismo e la tendenza alla reiterazione ipnotica già portati avanti con la band-madre proseguono. Dal comunicato stampa: «I suoni e i formati di Domingæ si articolano tramite la depurazione, espandendosi nel tempo e nello spazio attraverso la sottrazione di elementi mutevoli. Il processo di disimparare e disinstallare software creativi precedentemente stabiliti per raggiungere la dissoluzione è sempre stato un punto centrale nella sua ricerca creativa. Æ è il risultato di tale sperimentazione, è la dissoluzione di nozioni preconcette per creare un suono minimale ma ricco di trame».

La modulazione gravitazionale spaziotemporale presentata in Æ sarà replicabile anche in un altro momento nel tempo dove ad esempio alte, medie e basse frequenze saranno sostituite da modulazioni luminose, termiche e tettoniche in altre dimensioni simultanee che, senza saperlo, custodiscono l’eco delle epoche. La piattaforma sonora è inoltre progettata per percepire le frequenze gravitazionali e modularle al fine di attivare i recettori criptocromatici (cioè particelle di luce oscura) nei nostri occhi con lo scopo di sincronizzare la retro-cognizione e le particelle e le informazioni precognitive attraverso l’immaginazione, il raggiungimento di uno stato simultaneo di materia e di dissoluzione. Le dimensioni olografiche simultanee, in cui sono radicate le realtà, hanno una porta gravitazionale che è sempre stata immagazzinata nel nostro DNA, e unendoci nell’essere guidati dalla sua forza, possiamo accedere lì dove l’infinito diventa eterno. Come tutte le verità, si tratta di qualcosa che ci aspettavamo provenire dall’esterno ma che in realtà era dentro di noi per tutto il tempo. Il paradiso non è un luogo ma un profondo stato di coscienza. La nozione di individui come parte di un universo che è singolare e separato dal tutto è obsoleta, così come la materia solida e così via. Siamo decostruiti e dissolti in multividuali, parti e interi dei multiversi che si manifestano come realtà. Un concetto esplorato più e più volte è la domanda se siamo noi a programmarlo o se è lui a programmare noi, ma la risposta è: entrambi contemporaneamente. In tempi come questi, un nuovo formato di musica in cui lo spettatore è dissolto, è una necessità. Musica che ti ascolta, dentro Æ, tu sei la musica che ascolta i battiti implacabili dei nostri decadenti avatar biotecnologici.

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