Album

Desaceleradas

7 Novembre 2025 avant drone noise ambient elettronica

Delia Beatriz, nata a Monterrey e attiva a New York, riparte dalle cassette di cumbia rebajada di Sonido Dueñez e da quel giradischi surriscaldato che trasformò i balli in processioni a 60 BPM. Quelle memorie passano attraverso sintesi, nastro, voci ricostruite. La cumbia non viene citata, ma disarticolata fino a diventare clima mentale.

Rispetto a The Long Count lo sguardo resta archeologico e insieme urbano. La scena cholombiana, i rave di cortile, il folklore criminalizzato si intrecciano con droni e astrazioni ambient. Il rallentamento crea un ponte con Basinski, The Caretaker e la prima Grouper, una percezione in cui il tempo scivola via lasciando un sedimento viscoso.

Le composizioni sono variazioni di un’unica vertigine. Desplazos è ronzio e corde sospese. Vinilos Trasnacionales è un fruscio che inghiotte il ritmo. La Ronda y el sonidero sembra una parata distorta. Bootlegs gonfia un coro su un pedale ruvido. Cholombia, MTY illumina il centro del disco con un synth alto che fissa i cholombianos in una costellazione lenta, mentre El Puente del Papa e Los Balleza lasciano affiorare fisarmoniche che si sfaldano.

Non è un ascolto rassicurante. Debit scortica ogni suono fino a generare un mal di mare dolce ma ostinato. Desaceleradas riporta la cumbia rebajada fuori dalla nicchia e la usa come strumento critico per pensare a un presente che corre troppo e qui è costretto a camminare nella sua eco.

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Discografia
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  • 1 Desplazos
  • 2 vinilos trasnacionales
  • 3 La Ronda y el sonidero
  • 4 Sonido Dueñez
  • 5 bootlegs
  • 6 Cholombia, MTY
  • 7 El Puenta del papa
  • 8 Rebajadas
  • 9 Gabriel Gabriela Dueñez
  • 10 Los Balleza
  • 11 Desaceleradas
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