Album
Last Rotation of Earth
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Marco M. Boscolo
- 12 Maggio 2023
Last Rotation of Earth è il sesto disco del cantautore di Philadelphia Brian Christinzio, meglio noto come BC Camplight. Il disco arriva dopo la cosiddetta “trilogia di Manchester”, la città dove si è trasferito da alcuni anni per sfuggire alle complicazioni e alle brutte abitudini della sua città natale. Il disco conclusivo del ciclo, Shortly After Take Off del 2020, era – scrivevamo allora – una “dimostrazione di gusto, acrobazia e perizia compositiva, acuta per qualche trovata”, ma che sembrava entusiasmare fino a un certo punto. Sicuramente c’è da sottolineare come per BC Camplight non ci possa essere altro modo di scrivere e suonare che questo solipsismo centripeto che restituisce una miscela efficace e godibile di Bee Gees, XTC, Super Furry Animals, Paul Simon e Brian Wilson, ma anche uno sguardo a Prince, Iron&Wine e agli Eels.
La formula è la stessa anche per questo nuovo disco dove il primo motore immobile della creatività non è più la storia della deportazione al centro detentivo per immigrati di Deportation Blues o alle tematiche sul Northern England (How to Die in the North) che lo avvicinano idealmente a Richard Dawson, qui – dicevamo – la scintilla creativa è la rottura di una relazione che durava da nove anni. Break up album, quindi, che si srotola in citazioni disco maraglie (Kicking Up the Fuss), esplicite ballate strappacore (Going Out On a Low Note che ricorda un altro self-indulgent man, John Grant), ironia spiattellata su zuccheroso pop 80s (I’m Ugly). Funziona tutto, e un ruolo importante ce l’hanno come sempre i testi, e il viaggio nel cantautorato di questo expat continua ancora.
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